Ordine degli Avvocati, Camera Penale e AIGA contestano le ipotesi di accorpamento e difendono il presidio giudiziario cilentano
Il foro di Vallo della Lucania scende in campo contro le ipotesi di revisione della geografia giudiziaria che potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza del Tribunale cilentano. A prendere posizione, attraverso un comunicato congiunto, sono stati il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, la Camera Penale e l’AIGA, l’Associazione Italiana Giovani Avvocati, che hanno espresso netto dissenso rispetto a possibili accorpamenti o soppressioni del presidio giudiziario vallese.
Secondo la classe forense, il Tribunale di Vallo della Lucania non rappresenta un semplice ufficio amministrativo, ma un punto di riferimento fondamentale per la tutela della legalità in un territorio ampio e complesso come quello cilentano. La sua eventuale chiusura, evidenziano gli avvocati, avrebbe ripercussioni immediate e pesanti per cittadini, professionisti e operatori del settore.
La questione nasce da una proposta avanzata al Governo dai magistrati dell’Anm, nell’ambito di un piano finalizzato ad affrontare le criticità della giustizia italiana. Tra i punti indicati, l’assunzione di cinquemila nuove toghe nell’arco di cinque anni e la chiusura dei piccoli uffici giudiziari con l’obiettivo di ridurre il blocco dei processi. Nel dettaglio, l’ipotesi prevede la soppressione degli uffici con meno di 10 pubblici ministeri e 30 giudici, in una logica di concentrazione delle risorse nei territori con maggiore domanda di giustizia.
Una prospettiva che il foro vallese respinge con decisione. Per gli avvocati di Vallo della Lucania, la soppressione del Tribunale determinerebbe un grave vulnus al diritto di accesso alla giustizia, allontanando le istituzioni dai cittadini e aggravando ulteriormente il carico di lavoro di altri uffici già alle prese con criticità organizzative e operative.
Il fronte forense, dunque, si compatta per difendere il Tribunale di Vallo della Lucania, ritenuto essenziale non solo sul piano giudiziario, ma anche come presidio di prossimità per l’intero territorio del Cilento.




