Decine di comande mai effettuate, tutte intestate a un ignaro cittadino salernitano: pasti preparati e non ritirati, danni economici per gli esercenti, presentata denuncia
SALERNO – Non è una storia virtuale, ma una realtà che sta creando conseguenze pesanti nel tessuto commerciale cittadino. A Salerno, decine di ordini di pizza, sushi, hamburger e pasti completi sono stati inviati tramite una piattaforma dedicata, tutti intestati alla stessa persona. Peccato che quel cittadino non abbia mai effettuato alcuna richiesta.
Secondo quanto denunciato alle forze dell’ordine, ignoti avrebbero utilizzato indirizzi IP mascherati per generare una raffica di ordini falsi. Un meccanismo che ha innescato un cortocircuito evidente: rider inviati a consegne inesistenti e ristoratori costretti a preparare piatti destinati a non essere mai ritirati.
Le conseguenze sono immediate e pesanti. Ogni ordine falso si traduce in spreco alimentare, perdita economica e tempo sottratto al lavoro reale. Per molte attività, soprattutto quelle a conduzione familiare, bastano pochi episodi per compromettere l’equilibrio di una serata. Non meno rilevante il danno reputazionale: il cittadino inconsapevole rischia di essere segnalato come cliente inaffidabile.
Tra gli esercenti cresce il malcontento. C’è chi parla apertamente di un sistema vulnerabile e di controlli insufficienti. Il commercio locale, già sotto pressione tra costi crescenti e concorrenza delle grandi piattaforme, si ritrova ora esposto anche a episodi di questo tipo.
La vicenda, ora all’attenzione degli inquirenti, evidenzia un problema più ampio legato all’uso distorto degli strumenti digitali. Dietro un ordine online può nascondersi un abuso capace di generare danni concreti a chi lavora quotidianamente.
Dal punto di vista legale, non si tratta di una semplice bravata. L’invio di ordini falsi può configurare diversi reati, tra cui sostituzione di persona e truffa. Le indagini informatiche, inoltre, possono consentire di risalire agli autori anche in presenza di sistemi di anonimizzazione.
Intanto, dal territorio arriva una richiesta chiara: maggiori tutele, sistemi di verifica più stringenti e strumenti in grado di prevenire comportamenti fraudolenti. Perché il rischio, oggi, è che a pagare siano ancora una volta i più esposti: ristoratori, rider e cittadini coinvolti loro malgrado.




