Il sindaco di Scafati alla manifestazione di Agropoli, attacco al modello sanitario regionale e appello a una rete vera tra i territori
C’era anche il sindaco di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti, alla manifestazione di oggi ad Agropoli per chiedere la riapertura dell’ex ospedale civile. Insieme ad altri primi cittadini, amministratori e a migliaia di persone arrivate in corteo, Aliberti ha voluto far sentire la propria presenza in una giornata che ha assunto il peso di una mobilitazione popolare ampia e trasversale.
Il primo cittadino ha spiegato il senso della sua partecipazione con parole nette, parlando della necessità di riportare al centro il diritto alla salute e denunciando il fallimento di un sistema sanitario che, a suo dire, ha penalizzato interi territori della provincia di Salerno. Un messaggio politico forte, che lega idealmente la vicenda dell’ospedale di Agropoli a quella di Scafati, entrambe indicate come simboli di una sanità che non riesce più a dare risposte adeguate ai cittadini.
Aliberti ha raccontato di aver colto, tra i volti della manifestazione, il dolore di una comunità ferita, ricordando anche l’incontro con chi, nella notte precedente, si era incatenato davanti all’ospedale dopo una tragedia familiare vissuta sulla propria pelle. Un passaggio che ha dato alla sua presenza un tono non soltanto istituzionale, ma anche umano e politico insieme.
Nel suo intervento, il sindaco di Scafati ha ribadito la necessità di una pianificazione sanitaria costruita mettendo insieme amministratori e competenze del territorio. L’obiettivo, ha sottolineato, deve essere quello di rafforzare il confronto con la direzione generale per l’attuazione dell’atto aziendale che identifica Scafati come ospedale di emergenza e per rivedere le scelte che riguardano altre realtà della provincia e dell’entroterra salernitano.
Non è mancato l’affondo contro l’attuale gestione regionale della sanità. Aliberti ha criticato apertamente quello che ha definito il modello del “mega ospedale”, attribuito al presidente della Regione Vincenzo De Luca, sostenendo che questa impostazione finirebbe per sottrarre posti letto agli ospedali della provincia invece di rafforzare una rete capace di garantire assistenza diffusa e tempi di risposta compatibili con le esigenze dei cittadini.
Il passaggio più politico del suo messaggio è arrivato sul finale, quando ha legato la battaglia per la sanità anche alla sua candidatura alla presidenza della Provincia, indicando proprio questo tema come una delle priorità del suo eventuale mandato. L’idea lanciata è quella di una rete di sindaci unita, oltre le appartenenze e le ideologie, per pesare di più nei tavoli in cui si decidono le sorti della sanità salernitana.
La presenza di Aliberti ad Agropoli, dunque, non è passata come un gesto formale. È stata piuttosto la scelta di inserirsi dentro una protesta che ormai ha superato i confini locali e che punta a trasformarsi in una vertenza provinciale. Ed è proprio qui che si misura il dato politico più rilevante: quando migliaia di persone scendono in strada e i sindaci iniziano a fare fronte comune, il tema non può più essere trattato come una questione periferica.


