Dolore e incredulità a Matierno, trovato senza vita nel suo letto, domani l’ultimo saluto tra lacrime e abbracci
Salerno – Ci sono notizie che arrivano come un colpo improvviso, lasciando senza parole. Quella della morte di Fabio Iavarone è una di queste. Una domenica mattina che si è trasformata in un giorno che la città non dimenticherà, segnato da un dolore che si fa fatica persino a raccontare.
Fabio aveva solo 25 anni. Si era coricato la sera prima, come ogni giorno, senza lasciare presagire nulla. Poi il silenzio. Un silenzio pesante, irreale, spezzato solo dalla disperazione dei familiari che, entrando nella sua stanza, si sono trovati davanti a una scena che nessuno dovrebbe mai vedere: Fabio non c’era più.
Le cause di questa morte improvvisa restano ancora avvolte nel mistero. Saranno gli accertamenti a dire cosa è accaduto davvero. Ma oggi, a parlare, è soprattutto il dolore. Quello dei genitori, Nello e Donatella Imperato, del fratello Pasquale, della compagna Emanuela e del piccolo Pasquale, che cresce già con un vuoto impossibile da spiegare.
A Matierno, il quartiere dove Fabio viveva, si respira un’aria diversa. Più lenta, più pesante. Gli amici, i conoscenti, chi lo ha incrociato anche solo una volta, si ritrovano increduli davanti a una perdita così improvvisa. Di lui resta il ricordo di un ragazzo pieno di vita, di sorrisi, di quotidianità semplice e autentica.
In queste ore, alla Funeral Home Alfa e Omega in via Cappelle Superiori, c’è un continuo via vai di persone. Volti segnati, abbracci stretti, parole che spesso non riescono a uscire. È lì che la città si raccoglie, in silenzio, per stare accanto alla famiglia.
Domani mattina, lunedì 20 aprile, alle ore 9:30, nella chiesa della Madonna di Lourdes a Matierno, sarà il momento dell’addio. Un addio che nessuno era pronto a pronunciare. Un ultimo viaggio che porterà con sé tutto l’amore di una comunità ferita, che oggi si stringe forte per non lasciare sola una famiglia distrutta dal dolore.
E resta, inevitabile, quella domanda sospesa che attraversa ogni sguardo: perché. Una domanda che, ancora una volta, non trova risposta.


