Il 28 aprile tra Pontecagnano e Olevano sul Tusciano confronto su rigenerazione, sostenibilità e sviluppo locale con università e territori in dialogo
Un laboratorio territoriale internazionale per riflettere su fragilità, innovazione e modelli di sviluppo sostenibile. Martedì 28 aprile le città di Pontecagnano Faiano e Olevano sul Tusciano ospiteranno i lavori di FRAMMET, iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Salerno nell’ambito del progetto PNRR-TNE Fragility, Marginality, Mobility, Energy Transition, in collaborazione con l’Ecomuseo dei Picentini – Le terre della felicità.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di cooperazione accademica internazionale che coinvolge, oltre all’ateneo salernitano, anche le Università di Basilicata, Napoli, Genova e il Politecnico di Bari. A partecipare saranno 15 studiosi provenienti da Argentina, Colombia ed Ecuador, a conferma della dimensione transnazionale del progetto e del dialogo tra territori e ricerca.
Al centro del laboratorio l’analisi delle fragilità territoriali, dalle aree interne colpite dallo spopolamento fino alle zone costiere interessate da forti processi di urbanizzazione, con l’obiettivo di costruire modelli replicabili di valorizzazione del patrimonio capaci di coniugare sostenibilità ambientale, transizione energetica e sviluppo socio-economico.
L’Ecomuseo dei Picentini, esteso su 371 chilometri quadrati e con 7 chilometri di fascia costiera, è stato individuato come caso studio dall’Università di Salerno per il suo modello di rete fondato sulla “quintupla elica”, che mette in relazione istituzioni, comunità, imprese, università e ambiente per una gestione innovativa e digitale del patrimonio.
I lavori prenderanno il via alle 9.30 all’Auditorium Ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano con i saluti istituzionali e una sessione introduttiva dedicata ai temi della transizione energetica, dell’inclusione e della rigenerazione territoriale.
Alle 11 spazio alla sessione Territori in Dialogo, con focus su riqualificazione urbana, percorsi museali diffusi, valorizzazione archeologica e parchi eco-archeologici, in un confronto che punta a intrecciare ricerca e progettualità concreta.
Nel pomeriggio il laboratorio si sposterà a Olevano sul Tusciano per una seconda sessione dedicata alle esperienze territoriali e imprenditoriali, con approfondimenti su sostenibilità produttiva, patrimonio storico-industriale e innovazione energetica.
FRAMMET si propone come esperienza immersiva in cui il territorio dei Picentini diventa protagonista attivo di una sperimentazione avanzata. Un modello che guarda alle aree considerate periferiche come luoghi capaci di produrre innovazione, generare nuove traiettorie di sviluppo e diventare laboratori di futuro.
Metodologie e Best Practices di gestione sostenibile
ed inclusiva del patrimonio delle aree fragili
Ecomuseo dei Picentini – Le Terre della Felicità
28 aprile 2026
ore 9,30 Auditorium ex Tabacchificio Centola
Piazzale delle tabacchine
Pontecagnano Faiano (SA)
Saluti e interventi
Roberta D’Amico
Assessora Politiche Culturali
Daniela Sibilio
Presidente Ecomuseo dei Picentini –
Le Terre della Felicità
Michele Buonomo
Direttivo Nazionale Legambiente
Patrizia Lamberti
Responsabile DIEM del Progetto FRAMMET –
Transizione energetica
Erika Marie Pace
Responsabile DISUFF del Progetto FRAMMET –
Inclusione
Monica Maglio
Oltre la sostenibilità: la rigenerazione dei territori
Angelo Leo
Un’idea di ecomuseo digitale
Carla Ferreyra
Ricerche e prospettive transnazionali per la valorizzazione del patrimonio fragile
Territori in Dialogo
ore 11,00 Pontecagnano Faiano
Upselling Tourism
Riqualificazione dell’ex Tabacchificio Centola
Adele Basso – Maria Laura Nappi
Rigenerazione urbana di Via Verdi
Percorso Musée Eclaté
Progetto Area Santuario di Apollo
Michele Buonomo
Parco Eco-Archeologico e orti urbani
ore 13,30 Olevano sul Tusciano
Michele Ciliberti
Sindaco
Mara Falco Manfredonia
Imprenditoria locale sostenibile:
Frantoio Fierro
D’Amato di Anna D’Elia
Martina Caiazzo
Storia e territorio della Centrale Idroelettrica
Iren
Visita guidata alla Centrale Idroelettrica


