Nei piccoli comuni al voto tornano le cosiddette liste “militari”, candidature spesso legate al tema del quorum e già viste in diverse tornate amministrative
Tra le dinamiche emerse con la presentazione delle liste per le prossime elezioni amministrative in provincia di Salerno torna a far discutere il fenomeno delle cosiddette “liste dei militari”, in molti casi denominata “Italia dei Diritti” presenza ricorrente che anche in questa tornata interessa alcuni comuni chiamati al voto come Laurito Lustra, Pertosa e Polla. Persone che non hanno nulla a che fare con il territorio ma che diversi motivi presentano le liste nei comuni al di sotto dei 5mila votanti, evitando anche l’incombenza della sottoscrizione.
Si tratta di un fenomeno tutt’altro che nuovo. Ad ogni competizione amministrativa nei piccoli comuni, soprattutto sotto i 5mila abitanti, riaffiorano liste composte in larga parte da appartenenti alle forze armate o alle forze di polizia, spesso non radicati nel territorio interessato. Un meccanismo che da anni alimenta dibattito politico e interrogativi sull’effettiva rappresentatività di queste candidature.
La vicenda non riguarda singoli episodi isolati, ma un copione che tende a ripetersi puntualmente. Già in passato il fenomeno era stato al centro di polemiche e segnalazioni, legato anche all’utilizzo dei permessi previsti per i candidati e a candidature ritenute, in alcuni casi, meramente formali.
Nei comuni interessati dal voto il tema riemerge con forza e riaccende il confronto. A Lustra, Pertosa e Polla, infatti, la presenza di queste liste ripropone una dinamica ormai consolidata nelle amministrative locali.
Un elemento che, ancora una volta, accompagna la fase elettorale e che per molti osservatori meriterebbe una riflessione più ampia, anche alla luce del ripetersi sistematico del fenomeno a ogni tornata elettorale.
Più che una novità, dunque, un rituale politico che si rinnova e che continua a suscitare discussioni nei territori coinvolti.


