Il dottor Giuseppe Colangelo ha acquistato personalmente le piastre mancanti, restituendo al lungomare un presidio salvavita
Non era tornato in Calabria per una cerimonia, né per cercare applausi. Il dottor Giuseppe Colangelo, cardiologo originario di Lamezia Terme e oggi in servizio in Campania, era rientrato nella sua città per riabbracciare i genitori, rivedere gli affetti più cari e ritrovare il profumo familiare della sua terra.
Dentro quel viaggio personale, però, c’era anche un pensiero preciso. Sul lungomare di Lamezia, da circa tre mesi, una postazione salvavita era rimasta incompleta: il defibrillatore non era utilizzabile per la mancanza delle piastre. Un presidio fondamentale, soprattutto in un luogo frequentato da cittadini, famiglie, anziani, giovani e turisti, dove in caso di emergenza ogni secondo può fare la differenza.
Per molti sarebbe stata una vicenda da commentare, magari da segnalare o da affidare all’attesa di un intervento altrui. Per il dottor Colangelo no. Chi ha scelto di dedicare la propria vita professionale alla cura del cuore sa bene quanto possa pesare anche un solo minuto perso davanti a un arresto cardiaco.
Così, senza annunci e senza clamore, il cardiologo ha acquistato personalmente le piastre necessarie e si è recato sul lungomare per ripristinare il defibrillatore. Un gesto semplice nella forma, ma enorme nel significato: non ha soltanto rimesso in funzione un apparecchio, ha restituito sicurezza a una comunità.
La sua storia racconta il legame profondo di chi vive e lavora lontano dalla propria terra, ma continua a sentirla casa. Si può partire, costruire una carriera altrove, trovare nuove radici professionali, ma restare presenti quando la propria città ha bisogno di un gesto concreto.
Ed è qui che la notizia assume un valore più ampio. Perché un defibrillatore pubblico non dovrebbe mai restare inattivo per mesi, soprattutto per una componente essenziale e sostituibile. Il gesto del dottor Colangelo merita gratitudine, ma richiama anche una responsabilità collettiva: la manutenzione dei presidi salvavita non può dipendere dalla buona volontà del singolo.
A volte gli eroi non fanno rumore. Tornano semplicemente a casa, comprano delle piastre e riaccendono una speranza.
