Un medico si sente male a pochi metri dal Psaut, ma i soccorsi tardano ad arrivare: ad Agropoli esplode l’ennesimo episodio che riaccende i dubbi sull’organizzazione sanitaria
Doveva essere il luogo della rapidità e dell’assistenza immediata, invece per alcuni minuti si è trasformato in una scena che ha lasciato increduli pazienti e presenti. È quanto accaduto nella mattinata di ieri all’interno dell’ospedale di Agropoli, dove un medico in servizio, durante una pausa caffè nel bar della struttura sanitaria, avrebbe accusato un malore improvviso accasciandosi al suolo.
Immediata la richiesta di aiuto da parte delle persone presenti nel locale, compresi alcuni lavoratori dell’attività commerciale. Ma proprio in quel momento si sarebbe materializzata una situazione difficile da spiegare in un presidio sanitario: il medico sarebbe stato soccorso soltanto dopo diversi minuti di attesa.
Secondo i testimoni presenti, sarebbero trascorsi circa quindici minuti prima dell’arrivo dei soccorsi. Un tempo che appare interminabile se si considera che il Psaut, il Presidio Sanitario di Assistenza Urgenza Territoriale, si trova a pochissimi metri dal bar dell’ospedale.
E qui nasce il vero interrogativo che inevitabilmente alimenta polemiche e amarezza: come è possibile che in una struttura sanitaria un uomo colto da malore debba attendere così tanto prima di ricevere assistenza?
Al momento non vi sono conferme ufficiali sulle cause del ritardo. Pare, ma siamo ancora nel campo delle ipotesi, che in quei momenti non vi fossero operatori immediatamente disponibili e nemmeno una barella pronta all’uso. Circostanze che, se confermate, aprirebbero interrogativi pesanti sull’organizzazione interna e sulla gestione delle emergenze anche minime.
Fortunatamente il medico, dopo l’arrivo dei soccorsi, è stato sottoposto ai controlli necessari e le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione. Si sarebbe trattato probabilmente di un abbassamento di pressione o di uno scompenso improvviso.
Resta però una vicenda che inevitabilmente lascia spazio a riflessioni amare. Perché se un malore avvenuto dentro un ospedale richiede un’attesa così lunga, la domanda che molti cittadini si pongono diventa inevitabile: cosa può accadere fuori da quelle mura?
