Sullo sfondo della nascita dell’Ufficio di Prossimità in via Pio X, tornano le tensioni dentro la maggioranza: tra indiscrezioni, pressioni politiche e vecchie strategie che sembrano ripetersi
Ad Agropoli, più che le delibere, continuano a parlare i retroscena. E dietro la decisione della Giunta comunale di trasformare l’attuale Ufficio Ambiente di via Pio X nel nuovo “Ufficio di Prossimità”, qualcuno intravede molto più di una semplice riorganizzazione amministrativa.
I soliti maliziosi, infatti, parlano apertamente di una possibile ritorsione politica nei confronti del consigliere del gruppo “Agropoli Oltre Agropoli”, Gennaro Russo, fino ad oggi impegnato proprio presso l’ufficio ambiente nella distribuzione dei sacchetti e delle dotazioni per la raccolta differenziata. Un ruolo operativo, visibile, a diretto contatto con i cittadini, che ora rischierebbe di sparire insieme alla vecchia destinazione dei locali.
Ufficialmente non è stato ancora chiarito dove Russo verrà eventualmente destinato. Ma nei corridoi del Comune già circola una voce che avrebbe del clamoroso: qualcuno parla perfino di un possibile trasferimento a Malagenia, presso l’isola ecologica. Ipotesi che, al momento, non trovano conferme ufficiali ma che bastano ad alimentare ulteriormente il clima di sospetto politico.
La delibera approvata dalla Giunta guidata dal sindaco Roberto Antonio Mutalipassi parla chiaramente della trasformazione dei locali di via Pio X in “Ufficio di Prossimità”, spiegando che il nuovo servizio dovrebbe facilitare l’accesso dei cittadini a pratiche giudiziarie e amministrative senza doversi recare in tribunale.
Eppure, al di là delle definizioni istituzionali, resta ancora poco chiaro quale sarà concretamente la funzione effettiva dell’ufficio. La stessa delibera insiste sul concetto di “funzione strategica” della struttura, ma senza entrare realmente nel dettaglio dei servizi che verranno svolti. Una vaghezza che inevitabilmente alimenta dubbi e interpretazioni politiche.
Per molti osservatori della politica cittadina, la presunta “ritorsione” nei confronti di Russo potrebbe rappresentare l’ennesimo strumento di pressione in vista dei prossimi passaggi delicati in Consiglio comunale. Un modo per ricompattare gli equilibri interni e blindare voti che, nelle ultime settimane, sono diventati sempre più pesanti.
Del resto, ad Agropoli le fibrillazioni della maggioranza sembrano ormai un copione già visto. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire, proprio come accaduto con il famoso documento politico sottoscritto da nove consiglieri e che, almeno fino ad oggi, si è trasformato in una sorta di lettera morta. Annunci, strappi, minacce politiche e poi, puntualmente, tutto resta fermo.
Perché la sensazione sempre più diffusa è che le amministrazioni non vadano avanti sulle idee o sui principi, ma esclusivamente sulle strategie, sugli equilibri e sulle convenienze del momento. E così anche un semplice spostamento di uffici finisce inevitabilmente per diventare l’ennesimo terreno di scontro dentro una maggioranza che continua a vivere di tensioni sotterranee, trattative silenziose e rapporti di forza mai realmente risolti.


