Alghe e ciottoli occupano circa 3.000 metri quadrati di arenile, cresce il malcontento tra cittadini e turisti mentre il Comune lavora sul fronte Lido Azzurro
La spiaggia della Baia di Trentova, uno dei luoghi simbolo di Agropoli e tra le mete più frequentate del Cilento, si presenta alle porte di giugno in condizioni critiche. Circa 3.000 metri quadrati di arenile risultano oggi impraticabili, coperti da accumuli di alghe e ciottoli che rendono difficile, se non impossibile, la normale fruizione da parte di residenti e turisti. Si sottolinea che non si fa in alcun modo alla qualità delle acque, quelle sono indiscutibilmente e visivamente limpide, non avremmo nemmeno gli strumenti per asserire il contrario.
A pochi giorni dall’avvio pieno della stagione estiva, l’immagine della rinomata baia non appare certo all’altezza della sua fama. Quella che dovrebbe essere una delle cartoline più belle del territorio si mostra invece come un paesaggio quasi lunare, lontano dall’idea di accoglienza che una località turistica dovrebbe offrire.
Negli anni scorsi, secondo quanto riferito da più parti, la situazione veniva resa più accettabile anche grazie all’intervento di interessi privati, con il conferimento di sabbia sulla spiaggia e lo spostamento delle alghe accumulate nella parte retrostante. Oggi, però, la domanda torna inevitabile: dove sta l’amministrazione comunale?
Il Comune risulta impegnato nei lavori di rimozione, vagliatura e annegamento della posidonia nell’area del Lido Azzurro, intervento finito anche al centro del dibattito nell’ultimo Consiglio comunale. A sollevare dubbi è stato il consigliere di opposizione Raffaele Pesce, che ha messo in discussione l’effettiva attività di vagliatura, sostenendo di non aver mai visto in azione il macchinario che dovrebbe separare la sabbia dalle alghe e da eventuali materiali plastici.
Di certo, l’amministrazione potrà documentare l’avvenuta procedura con i relativi atti e certificazioni. Resta però il nodo politico e pratico: mentre si discute del Lido Azzurro, Trentova continua a presentarsi in condizioni non adeguate a una destinazione turistica di primo piano.
La questione non è soltanto estetica. Una spiaggia impraticabile nel cuore della stagione rappresenta un problema di immagine, di fruibilità e di programmazione. Trentova non è un arenile qualunque: è un biglietto da visita per Agropoli, un luogo identitario che richiama ogni anno migliaia di visitatori.
Per questo cresce il malcontento tra cittadini, operatori e turisti. La stagione estiva è ormai iniziata e il tempo delle giustificazioni rischia di essere già finito. Servono interventi rapidi, trasparenti e verificabili, perché una località che vive anche di turismo non può permettersi di presentare una delle sue spiagge più celebri in queste condizioni.


