L’associazione segnala degrado e mancata apertura al pubblico dello storico maniero restaurato con fondi statali, chiesta un’ispezione urgente
CASTELNUOVO CILENTO. Lo stato di conservazione del Castello Medievale e della Torre Angioina finisce al centro di una segnalazione formale inviata dall’associazione Codici alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e al Ministero della Cultura. L’obiettivo è sollecitare un intervento immediato per salvaguardare uno dei simboli storici più importanti del territorio cilentano.
Secondo quanto evidenziato dall’associazione, il complesso monumentale verserebbe in condizioni di forte degrado, aggravate dalla mancanza di manutenzione ordinaria che si protrarebbe da oltre vent’anni. In particolare, la vegetazione infestante avrebbe ormai colonizzato gran parte della facciata della torre, con radici che rischiano di compromettere la stabilità delle murature storiche.
Il restauro finanziato dallo Stato
Nella segnalazione viene ricordato come il castello, abbandonato dal 1860 e ridotto a rudere nella prima metà del Novecento, sia stato recuperato grazie a un finanziamento pubblico concesso attraverso la legge n. 1552 del 21 dicembre 1961. I lavori di restauro iniziarono nel 1966.
Secondo la documentazione acquisita da Codici, la convenzione ministeriale del 5 ottobre 1972 prevedeva che, in cambio dei fondi pubblici ricevuti, la proprietà privata garantisse l’apertura stabile del bene al pubblico. Un obbligo che, secondo l’associazione, non sarebbe stato rispettato, nonostante i successivi richiami e solleciti avanzati nel tempo dalla Soprintendenza e dal Comune di Castelnuovo Cilento.
I danni documentati
Attraverso un monitoraggio fotografico comparativo, Codici sostiene di aver rilevato un progressivo peggioramento delle condizioni del monumento. Tra le criticità segnalate figurano il crollo di un merlo della torre e la presenza di lesioni su altri elementi della sommità, che potrebbero essere a rischio distacco.
«Non possiamo tollerare che un bene monumentale di enorme valore, strappato all’oblio grazie ai soldi dei contribuenti, venga lasciato deperire nel silenzio e nell’inaccessibilità», afferma Massimo Carleo dell’associazione Codici.










Le richieste alle istituzioni
Nella nota trasmessa agli enti competenti, l’associazione chiede:
- un’ispezione urgente per verificare lo stato del monumento;
- l’ordine alla proprietà di eseguire immediatamente gli interventi di rimozione della vegetazione infestante e le opere di restauro necessarie;
- la valutazione di eventuali procedure sostitutive, comprese l’esecuzione d’ufficio degli interventi o l’espropriazione per finalità di valorizzazione pubblica in caso di persistente inerzia;
- la ridefinizione delle modalità di apertura al pubblico del castello.
L’associazione si dice pronta a proseguire l’azione di tutela e auspica un rapido intervento delle istituzioni per garantire la conservazione e la valorizzazione di un bene storico considerato parte integrante dell’identità culturale di Castelnuovo Cilento.


