Secondo Fenailp Turismo, l’indagine Altroconsumo colloca Palinuro lontano dalle località più costose d’Italia, confermando un rapporto qualità-prezzo tra i migliori del comparto balneare nazionale
PALINURO – Palinuro non è tra le spiagge più care d’Italia. A sostenerlo è Fenailp Turismo, che interviene dopo alcune interpretazioni ritenute fuorvianti dell’ultima indagine realizzata da Altroconsumo sui costi degli stabilimenti balneari italiani.
L’associazione di categoria richiama i dati ufficiali della rilevazione, che ha coinvolto 222 stabilimenti balneari distribuiti in dieci località italiane, analizzando le tariffe applicate nella prima settimana di agosto per una postazione composta da ombrellone e due lettini. L’indagine evidenzia un aumento medio dei prezzi del 6% rispetto al 2025 e del 24% negli ultimi cinque anni.
Nel caso di Palinuro, il costo medio di una settimana in spiaggia attrezzata è pari a 188 euro, equivalenti a circa 27 euro al giorno per due persone. Una cifra che, secondo Fenailp Turismo, colloca la località cilentana ben lontana dalle destinazioni più costose monitorate da Altroconsumo.
La classifica dell’associazione dei consumatori vede infatti ai primi posti località come Alassio, dove una settimana può arrivare a costare mediamente 340 euro, seguita da Gallipoli, Alghero, Taormina-Giardini Naxos e Viareggio. Palinuro si colloca invece nella fascia intermedia della graduatoria, lontana dai vertici dei rincari nazionali.
Sansiviero: «Conta il valore complessivo della vacanza»
«Leggendo attentamente i numeri emerge che Palinuro non compare tra le spiagge più care d’Italia. Al contrario, i dati evidenziano una destinazione competitiva, che offre servizi, qualità ambientale e un’esperienza turistica di alto livello a costi assolutamente equilibrati rispetto ad altre località balneari nazionali», dichiara Marco Sansiviero, presidente nazionale di Fenailp Turismo.
Secondo Fenailp, la valutazione di una destinazione turistica non può fermarsi esclusivamente al prezzo di una postazione in spiaggia, ma deve considerare il valore complessivo dell’esperienza offerta ai visitatori.
«Chi sceglie Palinuro sceglie uno dei tratti di costa più suggestivi del Mediterraneo, un mare premiato e riconosciuto a livello nazionale e internazionale, il patrimonio naturalistico del Parco Nazionale del Cilento, la qualità dell’accoglienza, dell’enogastronomia e dei servizi. Sono elementi che incidono concretamente sul valore della vacanza e che rendono il nostro territorio particolarmente competitivo», aggiunge Sansiviero.
Prezzi stabili e rincari contenuti
Un altro elemento evidenziato dall’indagine riguarda l’andamento dei rincari. Mentre località come Taormina-Giardini Naxos hanno registrato aumenti fino al 16%, Alghero del 14% e Gallipoli del 10%, Palinuro ha mostrato una crescita praticamente nulla, pari appena allo 0,5% rispetto all’anno precedente.
Per Fenailp Turismo si tratta di un segnale importante della capacità degli operatori locali di mantenere competitiva l’offerta turistica nonostante l’aumento dei costi energetici, del lavoro e della gestione delle imprese.
«I numeri dell’indagine non certificano affatto una destinazione costosa; semmai confermano che il Cilento resta una delle aree turistiche italiane con il miglior rapporto qualità-prezzo», conclude Sansiviero.
L’associazione invita infine a una lettura completa dei dati diffusi da Altroconsumo, sottolineando che il costo medio rilevato comprende spesso servizi aggiuntivi come parcheggi, docce, assistenza e altre dotazioni offerte dagli stabilimenti balneari, elementi che contribuiscono ad accrescere il valore dell’offerta turistica complessiva.


