Si chiude con una sentenza di assoluzione il processo a carico dell’ex collaboratore di giustizia coinvolto in uno dei filoni dell’inchiesta sull’assassinio del sindaco pescatore
Nuovo sviluppo giudiziario nell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” ucciso ad Acciaroli nel settembre del 2010. Il giudice Giovanni Rossi del Tribunale di Salerno ha assolto Romolo Ridosso, ex collaboratore di giustizia originario di Scafati, dalle accuse contestate nel procedimento celebrato con rito abbreviato.
La sentenza è stata pronunciata con la formula “per non aver commesso il fatto”, escludendo quindi la responsabilità dell’imputato nell’ambito del processo che lo vedeva coinvolto in uno dei filoni investigativi legati all’assassinio dell’allora sindaco di Pollica.
Ridosso, già esponente dell’omonimo clan operante nell’Agro nocerino-sarnese e successivamente diventato collaboratore di giustizia, era finito al centro delle indagini che negli anni hanno cercato di ricostruire la rete di rapporti, contatti e presunti accordi che avrebbero preceduto l’omicidio di Vassallo.
Attese le motivazioni
Per comprendere le ragioni che hanno portato all’assoluzione sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni della sentenza, che il giudice ha fissato entro 90 giorni. Saranno proprio le motivazioni a chiarire il percorso giuridico seguito dal tribunale e il peso attribuito agli elementi raccolti nel corso dell’istruttoria.
L’omicidio di Angelo Vassallo, ucciso con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010 ad Acciaroli, continua a rappresentare uno dei casi più complessi e discussi della cronaca giudiziaria campana. A distanza di quasi sedici anni, il delitto resta al centro di un articolato percorso investigativo coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, con diversi filoni processuali ancora oggetto di attenzione da parte della magistratura.

