L’indagine della Squadra Mobile di Bologna ricostruisce un presunto sistema per favorire ingressi illegali in Italia, spuntano collegamenti con Salerno
Un presunto sistema organizzato per favorire l’ingresso illegale di cittadini stranieri in Italia attraverso falsi contratti di lavoro è stato smantellato dalla Squadra Mobile di Bologna. L’indagine ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari e ha fatto emergere collegamenti investigativi anche con la provincia di Salerno.
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero sfruttato il meccanismo del decreto flussi, presentando documentazione in tutto o in parte contraffatta per consentire a decine di cittadini stranieri di ottenere l’ingresso nel territorio nazionale.
La presunta base operativa dell’organizzazione sarebbe stata un negozio di telefonia di Bologna, dove venivano gestite le pratiche amministrative e i contatti con i richiedenti. Per ciascun ingresso, il gruppo avrebbe incassato somme di denaro pari a diverse decine di migliaia di euro.
Nel corso delle indagini sarebbero inoltre emersi rapporti con un soggetto indicato dagli investigatori come un “boss di Salerno”, al momento non identificato, che avrebbe avuto il compito di predisporre contratti di lavoro fittizi da utilizzare per le richieste di ingresso.
Il provvedimento cautelare ha portato all’arresto di tre persone, finite in carcere, mentre altri indagati sono stati posti agli arresti domiciliari o raggiunti da misure interdittive.

