L’intervento di restauro di uno dei monumenti simbolo del Golfo di Policastro, diventato negli anni una delle attrazioni più visitate e fotografate di Sapri
Sono ufficialmente iniziati i lavori di restauro della celebre Statua della Spigolatrice, uno dei monumenti più fotografati e riconoscibili del lungomare di Sapri. L’intervento che è quasi al termine, punta a preservare l’opera dagli effetti dell’esposizione continua alla salsedine e agli agenti atmosferici, restituendole il suo originario splendore.
La scultura in bronzo, inaugurata nel settembre del 2021, è stata realizzata dall’artista cilentano Emanuele Stifano ed è ispirata alla protagonista della celebre poesia La Spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini, dedicata alla storica spedizione di Carlo Pisacane del 1857. Attraverso lo sguardo della giovane contadina che assiste allo sbarco dei “Trecento”, la poesia racconta uno degli episodi più significativi del Risorgimento italiano, consegnando alla memoria collettiva il celebre verso: “Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti”.
Fin dalla sua inaugurazione, la statua ha attirato l’attenzione dei media nazionali e internazionali. La scelta artistica di rappresentare la Spigolatrice con un abito aderente e trasparente diede vita a un acceso dibattito pubblico tra chi la considerava un’opera di forte impatto estetico e chi, invece, la giudicava una rappresentazione eccessivamente sensualizzata della figura femminile. Proprio quella polemica contribuì a renderla conosciuta ben oltre i confini del Cilento, trasformandola in un fenomeno mediatico.
Oggi, a distanza di alcuni anni, la Statua della Spigolatrice è diventata una delle principali attrazioni turistiche di Sapri. Ogni giorno centinaia di visitatori si fermano sul lungomare per fotografarla, ammirarla e conoscere la storia della Spigolatrice e della spedizione di Pisacane, contribuendo a promuovere l’immagine della città anche attraverso i social network.
Con il restauro appena avviato, Sapri punta a conservare uno dei suoi simboli più rappresentativi, un’opera che, tra storia, arte e dibattito culturale, è ormai entrata a pieno titolo nell’identità della città.



