L’ufficiale originario di Auletta e altri cinque militari dell’Accademia di Modena si sono tuffati in mare salvando il conducente intrappolato nell’abitacolo
AULETTA. C’è anche il Capitano Carmelo Opromolla, originario di Auletta, tra i sei militari dell’Accademia Militare di Modena protagonisti del salvataggio di un uomo finito nelle acque del molo di Trieste con la propria automobile.
L’episodio si è verificato ieri, mentre gli ufficiali stavano per iniziare una visita della città in Piazza Unità d’Italia. Resisi immediatamente conto della gravità della situazione, il Capitano Opromolla, il Tenente Gabriele De Giuseppe, i Capitani Piergiorgio Andreucci e Alberto Esposto, insieme ai Sergenti Danilo Carta ed Emanuele Caramello, sono intervenuti senza esitazione.
I sei militari si sono tuffati in mare, raggiungendo il veicolo ormai in acqua e riuscendo a estrarre il conducente dall’abitacolo. L’uomo è stato quindi affidato alle cure del personale sanitario del 118, intervenuto tempestivamente sul posto.
Dall’Esercito Italiano sottolineano come l’intervento rappresenti «ancora una volta il senso del dovere, la preparazione e la prontezza decisionale che costituiscono valori fondanti della formazione degli Ufficiali dell’Esercito Italiano, capaci anche al di fuori delle attività addestrative e di servizio di mettere le proprie competenze al servizio della collettività, intervenendo con coraggio e spirito di solidarietà a tutela della vita umana».
Un gesto di grande altruismo che ha permesso di salvare una vita e che incarna i principi trasmessi dall’Accademia Militare ai futuri Ufficiali dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri: coraggio, senso del dovere, spirito di servizio e solidarietà.
Sull’accaduto è intervenuto anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Il loro coraggio, la preparazione e il senso del dovere rendono orgogliosa tutta la Difesa. Hanno agito d’istinto, mettendo la propria vita al servizio di un’altra persona. È questo il significato più autentico dell’essere militare: servire il Paese e proteggere la vita umana, sempre, anche quando non lo impone il dovere. Grazie».



