WWF Italia e WWF Campania chiedono il ritiro del patrocinio del Parco Nazionale all’evento dedicato a caccia, cinofilia, natura e tradizioni
Il dibattito attorno a “Cilento Selvaggio – Festival della caccia, della cinofilia, della natura e delle tradizioni”, in programma a settembre a Roscigno, continua ad alimentare polemiche. Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi, questa volta è il WWF Italia, insieme al WWF Campania, a intervenire con una dura nota ufficiale, chiedendo la revoca del patrocinio concesso dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Secondo le associazioni ambientaliste, la concessione del patrocinio da parte di un’area naturale protetta di rilevanza nazionale rappresenterebbe una scelta «incomprensibile» e in contrasto con le finalità istituzionali di tutela della biodiversità.
«La biodiversità non si tutela con i fucili: giù le mani dai Parchi Nazionali», affermano WWF Italia e WWF Campania, sostenendo che dietro il richiamo all’equilibrio faunistico, al selecontrollo e alle tradizioni si celerebbe il tentativo di legittimare e promuovere l’attività venatoria all’interno di un contesto che dovrebbe invece essere dedicato esclusivamente alla conservazione della natura.
«Natura e caccia? Un paradosso»
«L’accostamento della parola “Natura” alla caccia rappresenta un paradosso, a maggior ragione nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, come riportato nella locandina dell’evento», dichiara Raffaele Lauria, delegato WWF Campania. «Siamo di fronte a una profonda contraddizione etica e istituzionale».
Sulla stessa linea anche Dante Caserta, direttore Affari legali e istituzionali del WWF Italia, che richiama la riforma costituzionale del 2022.
«La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è oggi un principio fondamentale sancito dagli articoli 9 e 41 della Costituzione e non può essere subordinata all’attività venatoria», afferma Caserta.
Il riferimento alla proposta di legge sulla caccia
Nel comunicato il WWF collega inoltre la vicenda del Cilento alla proposta di riforma della normativa sulla caccia, definita dall’associazione “Caccia Selvaggia”, sostenendo che l’iniziativa rappresenterebbe un’anticipazione di uno scenario che potrebbe compromettere la tutela delle aree protette italiane.
L’associazione ricorda inoltre che, secondo quanto riferito nel comunicato, oltre 410 mila cittadini avrebbero già aderito alla petizione nazionale promossa dal WWF contro la riforma.
«La gestione della fauna deve essere scientifica»
Per WWF Italia e WWF Campania la gestione della fauna selvatica dovrebbe essere affidata esclusivamente a competenze tecnico-scientifiche attraverso monitoraggi, studi e piani di gestione ecologica, respingendo qualsiasi ruolo dell’attività venatoria nella conservazione della biodiversità.
Nel documento si contesta inoltre il patrocinio concesso anche dal Comune di Roscigno, ricordando come Roscigno Vecchia rientri nel sito UNESCO del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Solidarietà a Roberta Gaeta e all’assessora Zabatta
Il WWF esprime infine solidarietà all’ex consigliera regionale Roberta Gaeta e all’assessora Zabatta, che, secondo quanto riportato nella nota, sarebbero state oggetto di insulti e attacchi sessisti dopo aver espresso posizioni critiche sull’evento.
La richiesta al Parco
Nella parte conclusiva del comunicato, WWF Italia e WWF Campania chiedono ai vertici del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, a partire dal presidente Giuseppe Coccorullo e dai componenti del Consiglio direttivo indicati nella nota, di revocare il patrocinio concesso alla manifestazione e di promuovere iniziative maggiormente coerenti con le finalità di tutela ambientale dell’Ente.



