L’avvocato annuncia il ricorso al Tar contro il sistema di prenotazione delle boe e chiede chiarimenti su limiti, numero degli ormeggi e gestione del servizio
CAMEROTA – Nuovo scontro sulla gestione degli ormeggi nella Baia degli Infreschi. L’avvocato Angelo Pisani, fondatore dell’associazione Potere ai Diritti – 1523.it, ha notificato una diffida al Comune di Camerota chiedendo l’immediata sospensione e revoca delle nuove modalità di accesso alle boe, annunciando in caso contrario un ricorso urgente al Tar a tutela di turisti e residenti.
Al centro della contestazione vi è il sistema introdotto dall’amministrazione comunale che prevede la prenotazione e il pagamento degli ormeggi esclusivamente tramite l’applicazione BlueDiscovery, illustrato con un avviso pubblico diffuso il 4 agosto, nel pieno della stagione estiva.
Secondo Pisani, il nuovo meccanismo limiterebbe l’accesso a un numero estremamente ridotto di imbarcazioni. L’avvocato sostiene infatti che sarebbero disponibili soltanto sei boe a pagamento, riservate esclusivamente a natanti di lunghezza inferiore ai dieci metri, con la conseguenza che anche un’imbarcazione di 10,50 metri resterebbe esclusa. Una scelta che, secondo il legale, determinerebbe una disparità di trattamento nei confronti dei diportisti e, indirettamente, delle persone con disabilità.
«Una discriminazione incomprensibile e sproporzionata – afferma Pisani –. Una delle baie più belle d’Italia non può diventare un mare riservato a sei imbarcazioni scelte attraverso una App. Proteggere l’ambiente è un dovere; impedire irragionevolmente alle persone di fruire del mare è tutt’altra cosa».
Nella diffida viene inoltre evidenziata una presunta incongruenza relativa al numero degli ormeggi disponibili. L’avviso comunale farebbe riferimento a sette boe nella Baia degli Infreschi, mentre, secondo quanto segnalato dagli utenti e riportato da Pisani, quelle effettivamente prenotabili sarebbero sei.
Per questo motivo l’associazione chiede al Comune di chiarire quale atto amministrativo abbia introdotto il limite dei dieci metri, su quali presupposti normativi e tecnico-ambientali sia stato adottato il provvedimento, perché le boe disponibili sarebbero inferiori a quelle indicate nell’avviso pubblico e chi abbia disposto le limitazioni contestate.
La richiesta di trasparenza riguarda anche il coinvolgimento dei soggetti privati nella gestione del servizio. Potere ai Diritti ha infatti chiesto l’accesso agli atti relativi ad affidamenti, convenzioni, contratti, tariffe, procedure di selezione e rapporti economici con i soggetti incaricati della gestione tecnologica e operativa del sistema.
«Vogliamo sapere chi ha deciso, con quale potere, sulla base di quali studi e con quale procedura siano stati coinvolti i privati. Un semplice avviso pubblico del 4 agosto non può diventare il lasciapassare per comprimere diritti e vacanze già programmate», dichiara Pisani.
Nella diffida viene infine chiesta la sospensione immediata del nuovo sistema di prenotazione. In assenza di un intervento dell’amministrazione comunale, il legale preannuncia il ricorso al Tribunale amministrativo regionale e l’eventuale richiesta di risarcimento dei danni per coloro che riterranno di aver subito una vacanza compromessa.
«Il mare è di tutti. La tutela ambientale non può diventare il pretesto per trasformare la Baia degli Infreschi in una baia per pochi. Se il Comune non farà immediatamente chiarezza e non ripristinerà regole ragionevoli, trasparenti e non discriminatorie, chiederemo al giudice amministrativo di intervenire», conclude Pisani.
