Il 17 e 18 agosto la 25ª edizione della rievocazione dedicata a Tittariello, capopopolo che sfidò il potere feudale nel Vallo di Diano
SANT’ARSENIO. Il centro storico torna indietro nel tempo per rivivere uno dei capitoli più affascinanti e turbolenti del Seicento valdianese. Lunedì 17 e martedì 18 agosto è in programma la 25ª edizione de “Lu Bannita Tittariello”, la rievocazione storica dedicata alla figura del bandito e capopopolo diventato parte della memoria collettiva di Sant’Arsenio.
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco Sant’Arsenio, insieme all’Amministrazione comunale di Sant’Arsenio e alla Banca Monte Pruno, e trasformerà strade, piazze e vicoli del paese in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Chi era Tittariello
Dietro la rievocazione c’è una figura realmente legata alla storia locale: Giovan Battista Verricella, detto Tittariello. Le fonti del Comune di Sant’Arsenio ricordano la sua attività nell’ambito delle rivolte popolari contro l’esazione fiscale imposta dal Viceregno di Napoli nel corso del Seicento.
La tradizione storica ricostruita attorno al personaggio racconta di un uomo capace di raccogliere attorno a sé una banda di circa 300 uomini, dando vita a una ribellione contro i baroni locali e un sistema segnato da povertà, imposizione fiscale e forti disuguaglianze sociali.
La portata della rivolta sarebbe diventata tale da provocare la reazione del Governatore del Principato Citra, con l’impiego di truppe regie e spagnole contro gli insorti. Dopo la repressione Tittariello sarebbe stato costretto alla fuga, riparando nel Cilento e unendosi alla banda di Marco Gargano.
Nel corso del tempo la sua figura ha superato i confini della cronaca seicentesca, trasformandosi nella memoria popolare in quella di un ribelle capace di opporsi alle ingiustizie e al potere feudale.
Il programma della rievocazione
Le due giornate del 17 e 18 agosto seguiranno un articolato percorso attraverso il paese.

Alle 18 Piazza Pica ospiterà spettacoli di fuoco e giocoleria. A seguire partirà il corteo storico, da Piazzetta Fiordelisi fino a Piazza Pica, con personaggi e costumi capaci di ricostruire atmosfere e scene della società del Seicento.
Alle 19 sarà letto il Bando di cattura del bandito Tittariello. Subito dopo entrerà nel vivo la rappresentazione con l’assalto dei banditi e il furto del forziere contenente la taglia posta sul capo del fuorilegge.
La storia proseguirà con lo scontro a fuoco tra i soldati italo-spagnoli e i banditi, la fuga degli uomini di Tittariello e il successivo inseguimento.
Dalle 20, in Piazza Santa Maria Maggiore, prenderà il via l’itinerario attraverso il centro storico con l’apertura delle taverne, trasformando il borgo in uno scenario seicentesco tra rievocazione, tradizioni e sapori locali.
Il momento conclusivo arriverà a mezzanotte al Borgo Serrone, dove uno spettacolo di suoni e luci accompagnerà l’ultimo scontro tra soldati e banditi e la spettacolare fuga alla macchia de “Lu Bannita Tittariello”.
Una manifestazione che, arrivata alla sua 25ª edizione, non propone soltanto spettacolo e folklore, ma continua a riportare alla luce una pagina della storia sociale del Vallo di Diano, raccontando attraverso il teatro di strada le tensioni, le rivolte e le profonde disuguaglianze che attraversarono il territorio nel Seicento.
Un dettaglio interessante emerso dalla ricerca: esiste anche uno studio specifico pubblicato nel 2002, Il Vallo di Diano, Sant’Arsenio e il bandito Tittariello nella crisi socio-economica del Seicento, di Giuseppe Aromando e Antonio Capano, censito dal Centro Studi Vallo di Diano. Inoltre, nel 2026 la Pro Loco compare in un documento del Ministero della Cultura con il progetto “Il Brigante Tittariello – Memorie Ribelli del Vallo di Diano”, ulteriore segnale del lavoro di valorizzazione storica sviluppato intorno al personaggio.




