A sedici anni dall’omicidio del Sindaco Pescatore, Acciaroli ricorda Vassallo mentre il processo cerca ancora risposte su movente e responsabilità
Sedici anni sono passati da quella notte del 5 settembre 2010, ma il nome di Angelo Vassallo continua a vivere nella sua terra. Vive nelle battaglie per la tutela dell’ambiente e nella difesa del mare. Vive soprattutto nell’idea di una comunità capace di prendersi cura del proprio futuro.
Oggi, sabato 5 settembre, Acciaroli si fermerà ancora una volta per ricordare il “Sindaco Pescatore”. Una giornata di memoria che arriva, però, mentre sul piano giudiziario la ricerca della verità sull’omicidio attraversa una fase decisiva.
Sono trascorsi sedici anni dall’agguato nel quale il sindaco di Pollica venne ucciso mentre rientrava a casa. Nove colpi di pistola posero fine alla vita di un amministratore diventato negli anni simbolo di legalità, sostenibilità e difesa del territorio.
Sedici anni dopo, c’è finalmente un processo. Ma manca ancora una verità giudiziaria definitiva sull’omicidio e resta da individuare l’esecutore materiale.
Il processo sedici anni dopo l’omicidio
Nel marzo scorso il Gup di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e dell’imprenditore Giuseppe Cipriano per le contestazioni legate all’omicidio.
Giovanni Cafiero è stato invece rinviato a giudizio per contestazioni relative agli stupefacenti.
Differente la posizione del colonnello Fabio Cagnazzo, prosciolto in udienza preliminare. Una decisione contro la quale la Procura di Salerno e la Procura generale hanno presentato appello. L’udienza è fissata per il 12 novembre 2026.
Il processo ordinario si è aperto formalmente il 9 luglio, ma l’astensione per incompatibilità di una giudice a latere ha determinato il rinvio al 2 novembre.
Un altro passaggio giudiziario è arrivato il 19 giugno. Romolo Ridosso, che aveva scelto il rito abbreviato, è stato assolto «per non aver commesso il fatto».
Una verità che deve ancora arrivare
Secondo l’impostazione accusatoria, ancora tutta da verificare nel processo, dietro l’assassinio potrebbe esserci un traffico di droga nell’area di Acciaroli che Vassallo avrebbe scoperto e cercato di contrastare.
Dopo sedici anni, dunque, esiste un processo ma non esiste ancora una sentenza capace di stabilire definitivamente movente e responsabilità dell’omicidio.
Ed è probabilmente questa la ferita più profonda che accompagna l’anniversario del 2026.
La memoria di Angelo Vassallo continua a camminare accanto a una domanda che il Cilento porta con sé dalla notte del 5 settembre 2010: chi ha ucciso il Sindaco Pescatore e perché?
Acciaroli ricorda Angelo Vassallo
La commemorazione di oggi vuole andare oltre il semplice ricordo. L’obiettivo dichiarato è ritrovarsi attorno ai valori che hanno segnato l’esperienza amministrativa e umana di Vassallo.
Tutela del territorio, legalità, sostenibilità e attenzione alle nuove generazioni sono i principi attorno ai quali Pollica costruirà la giornata.
«Ricordare Angelo significa soprattutto continuare a credere nelle idee per le quali ha speso la sua vita. Il tempo non cancella il dolore, ma può trasformare la memoria in responsabilità. Ogni anno questa giornata ci ricorda che il modo più autentico per onorare Angelo è continuare a lavorare per una comunità più giusta, più sostenibile e capace di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici», dichiara il sindaco di Pollica Stefano Pisani.
La messa e la corona affidata al mare
Il programma prenderà il via alle 19, nella Chiesa della Santissima Annunziata di Acciaroli, con la messa in suffragio di Angelo Vassallo.
Alle 20 il ricordo si sposterà sul mare.
All’Arena del Mare si terrà la commemorazione con la deposizione in acqua di una corona di alloro, accompagnata dalle note del Silenzio.
Un gesto simbolico affidato proprio a quel mare che rappresentava per Vassallo una risorsa da proteggere e un patrimonio da consegnare alle future generazioni.
La tutela dell’ambiente e della costa fu infatti uno degli elementi centrali della sua esperienza amministrativa.
I “Dialoghi per Abitare il Futuro”
Alle 20.20, in piazza Vittorio Emanuele, inizieranno i “Dialoghi per Abitare il Futuro”.
Sarà uno spazio dedicato alla riflessione sulle comunità e sulla loro capacità di affrontare le sfide del presente senza perdere il rapporto con il territorio e la propria identità.
Alle 21 è prevista la consegna del Premio Angelo Vassallo, riconoscimento dedicato a persone, idee e percorsi considerati coerenti con la visione di amministrazione e comunità portata avanti dal Sindaco Pescatore.
Alle 21.45 Acciaroli spegne le luci
Uno dei momenti più significativi arriverà alle 21.45.
Acciaroli spegnerà le luci e la piazza resterà in silenzio.
Un momento pensato per fermare simbolicamente il tempo e lasciare spazio al ricordo di quell’amministratore che aveva legato profondamente il proprio nome alla trasformazione di Pollica e delle sue frazioni.
La Fondazione sceglie una commemorazione diversa
Il sedicesimo anniversario è segnato anche da una frattura nel modo di ricordare Vassallo.
I fratelli Dario e Massimo Vassallo hanno annunciato che non parteciperanno alla commemorazione ufficiale organizzata ad Acciaroli.
La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore ha scelto infatti un momento distinto, previsto questa mattina alle 10.30 nella propria sede di Vallo della Lucania, con una celebrazione religiosa.
La Fondazione ha espresso critiche sulle condizioni del luogo nel quale avvenne l’omicidio e ha contestato quella che considera una trasformazione della commemorazione in una «passerella politica».
Una distanza che testimonia quanto, sedici anni dopo, il ricordo del Sindaco Pescatore continui a intrecciarsi non soltanto con la memoria, ma anche con la richiesta di verità.
Sedici anni dopo, il Cilento aspetta ancora risposte
Il 5 settembre 2010 appartiene ormai alla storia recente del Cilento. Ma il delitto di Angelo Vassallo non può ancora essere consegnato definitivamente alla storia.
La giustizia deve completare il proprio percorso.
Il processo dovrà verificare le accuse, stabilire eventuali responsabilità e chiarire un quadro sul quale, per troppo tempo, sono rimaste molte zone d’ombra.
Nel frattempo resta l’eredità politica e civile di Vassallo.
Pollica sceglie di ricordarla attraverso il mare, la sostenibilità e il futuro delle nuove generazioni. La famiglia e la Fondazione continuano invece a chiedere che alla memoria si accompagni la piena verità sull’omicidio.
Due dimensioni che, sedici anni dopo, finiscono inevitabilmente per incontrarsi.
Perché ricordare Angelo Vassallo significa custodire ciò che ha rappresentato. Ma significa anche continuare a chiedere una risposta alla domanda aperta dalla notte del 5 settembre 2010.
Chi ha ucciso Angelo Vassallo e perché?




