La delibera indica PA.MA.FI. srls e una sede in via Nitti dietro via Pio X, in un’area urbana di Agropoli: cittadini chiedono dove saranno realmente custoditi gli animali
ANACAPRI – Dove finiranno realmente le caprette del Monte Solaro una volta arrivate ad Agropoli? È questa la domanda che, alla luce della documentazione ufficiale del Comune di Anacapri, merita oggi una risposta precisa. Di certo le risultanze e dalle prime informazioni della sede non sono rassicuranti, saranno protette oppure avranno una cattiva sorte?
Il trasferimento degli animali dalla Valletta di Cetrella nasce dalla necessità di contenere una popolazione cresciuta negli anni. Secondo il Comune, la presenza delle capre avrebbe ormai prodotto conseguenze sulla vegetazione, sui sentieri, sui muri a secco e sulla stabilità dei versanti.
Ma se le ragioni dell’intervento vengono illustrate dettagliatamente nella delibera, molto meno chiara appare, almeno negli atti finora disponibili, la destinazione materiale degli animali ad Agropoli.
Ed è proprio questo aspetto ad alimentare le preoccupazioni sulla futura sorte delle caprette.
La società indicata dal Comune e quell’indirizzo ad Agropoli
La deliberazione di Giunta numero 184 del 2 settembre 2026 indica espressamente l’azienda agricola PA.MA.FI. srls, riportandone l’ubicazione «in Agropoli alla via Nitti».
Secondo il documento, la società si sarebbe resa disponibile ad accogliere le capre provenienti dalla Valletta di Cetrella, garantendo «il benessere, la cura e l’alimentazione in regime di “oasi”».
Ed è qui che nasce un interrogativo che non può essere ignorato.
L’indirizzo riportato nella delibera si trova in una zona urbana di Agropoli, nelle vicinanze dell’Istituto Vico-De Vivo, e non appare certamente, per caratteristiche del contesto, come una tipica area rurale destinata ad accogliere un numero significativo di capre.
Questo, naturalmente, non significa che gli animali debbano essere materialmente custoditi presso la sede indicata nell’atto. Una società può avere una sede diversa dai terreni o dalle strutture operative utilizzate per la propria attività.
Proprio per questo, però, sarebbe opportuno chiarire pubblicamente dove si trovi l’area effettivamente destinata alle caprette.
Dov’è questa «oasi»?
La parola utilizzata nella delibera è particolarmente significativa: gli animali dovrebbero essere trasferiti in un regime definito di «oasi».
Ma dove si trova questa oasi?
Qual è la sua estensione? È recintata? Dispone di ricoveri adeguati? Quanti animali può ospitare? Quali sono le condizioni ambientali? Chi controllerà quotidianamente le caprette? E soprattutto, via Nitti 6 rappresenta soltanto la sede della società oppure coincide con il luogo indicato per l’accoglienza?
Sono domande alle quali la delibera, da sola, non consente di dare una risposta.
Il documento attesta invece che l’Asl Napoli 1 ha verificato che l’azienda individuata risulta «regolarmente censita» e quindi idonea a ricevere l’affidamento.
Ma l’idoneità amministrativa e sanitaria della società non elimina l’interesse pubblico a conoscere il luogo fisico nel quale vivranno gli animali.
Una prova è stata già effettuata
C’è poi un altro elemento contenuto nella delibera.
Nei giorni precedenti all’approvazione dell’atto sarebbe stata effettuata una prova di fattibilità. Gli animali sono stati raggruppati in un recinto, trasportati a valle e caricati su un autocarro di proprietà dell’azienda di Agropoli.
La stessa amministrazione riconosce che l’operazione ha raggiunto l’obiettivo, seppure «con molte difficoltà».
Prima del trasferimento definitivo, inoltre, le capre dovranno essere censite, sottoposte a prelievi ematici e agli accertamenti sanitari previsti. Solo in caso di risultati favorevoli potranno essere trasferite con mezzi autorizzati e con il necessario nulla osta sanitario.
I cittadini chiedono gli atti
È anche alla luce di questi interrogativi che assume maggiore peso l’iniziativa di un gruppo di cittadini di Anacapri.
È stata presentata un’istanza di accesso agli atti indirizzata al sindaco e al segretario comunale e trasmessa, per conoscenza, anche al Ministero dell’Ambiente e alla Presidenza della Regione Campania.
I cittadini vogliono conoscere il contratto, la convenzione o l’accordo con il soggetto affidatario. Chiedono inoltre quali costi resteranno a carico del Comune, quanto durerà l’impegno, chi sosterrà le spese veterinarie e quante caprette saranno effettivamente trasferite.
Ma soprattutto chiedono garanzie sul futuro degli animali e sulla possibilità di verificare nel tempo le loro condizioni.
Le caprette potranno essere visitate?
È probabilmente una delle domande più importanti.
Una volta trasferite ad Agropoli, i cittadini di Anacapri potranno vedere le caprette?
La struttura sarà accessibile? Sarà possibile verificare periodicamente che gli animali siano ancora presenti e che vengano mantenuti nelle condizioni promesse?
Il sindaco Francesco Cerrotta aveva assicurato condizioni adeguate di tutela e benessere e il divieto assoluto di macellazione. Sono garanzie importanti, ma proprio per questo sarebbe utile conoscere quali strumenti contrattuali renderanno tali impegni verificabili anche negli anni successivi.
La stessa delibera parla, peraltro, di «eventuale custodia, alimentazione e cura delle capre almeno per i primi mesi».
L’espressione «almeno per i primi mesi» apre inevitabilmente un ulteriore interrogativo: cosa è previsto dopo?
Chi sarà responsabile degli animali nel lungo periodo? Il Comune manterrà un potere di controllo? Esisterà l’obbligo di comunicare eventuali trasferimenti successivi? Quali garanzie impediranno che, terminata una prima fase, delle caprette si perdano le tracce?
Anche la scelta della società merita di essere spiegata
I cittadini chiedono inoltre gli atti che hanno portato alla scelta della società.
La delibera afferma che, trattandosi di una procedura sottosoglia, l’amministrazione ha ritenuto opportuno effettuare un’indagine di mercato. Subito dopo viene indicata PA.MA.FI. srls come azienda contattata e disponibile all’operazione.
È quindi legittimo chiedere di conoscere quali altre strutture siano state eventualmente valutate, quali requisiti siano stati richiesti e quali caratteristiche abbiano determinato la scelta della soluzione agropolese.
Non si tratta di formulare accuse nei confronti della società, per le quali allo stato non emergono elementi dalla documentazione esaminata. Si tratta piuttosto di pretendere quella trasparenza che un’operazione così delicata richiede.
Che fine faranno le caprette di Anacapri?
La domanda resta quindi sul tavolo.
Il Comune ha spiegato dettagliatamente perché le caprette devono lasciare la Valletta di Cetrella. Ha individuato la società che dovrebbe accoglierle. Ha avviato il percorso sanitario necessario al trasferimento.
Manca però, negli atti finora esaminati, una descrizione altrettanto dettagliata del luogo nel quale questi animali trascorreranno il resto della loro vita e delle garanzie previste nel lungo periodo.
E la circostanza che l’indirizzo societario indicato nella stessa delibera ricada in un contesto urbano rende ancora più necessario un chiarimento: dove si trova materialmente l’“oasi” di Agropoli?
La Giunta ha già dato mandato al responsabile della Polizia Municipale di predisporre gli atti conseguenti per l’affidamento sottosoglia e ha stabilito che le risorse necessarie saranno attinte dalle somme disponibili nel bilancio comunale.
Prima che il trasferimento diventi definitivo, dunque, conoscere contratto, costi, luogo di custodia, durata dell’affidamento e modalità dei controlli sarebbe una garanzia non soltanto per i cittadini di Anacapri.
Sarebbe soprattutto una garanzia per le caprette.




