La mancanza di medici in tutta la Sanità italiana ha portato la Regione della Campania ad una nuova visione di Sanità
A causa della carenza di personale medico, l’ambulatorio dell’unità operativa di Cardiologia presso il presidio ospedaliero di Roccadaspide, diretto dal primario Igino Oppo, ha chiuso i battenti. Questa decisione ha comportato la sospensione di tutte le attività ambulatoriali, inclusi gli appuntamenti già prenotati da mesi. Il provvedimento, entrato in vigore ieri mattina, sta causando notevoli disagi ai pazienti che, abitualmente, ricevevano assistenza nel reparto e si sottoponevano a diverse indagini diagnostiche presso l’ambulatorio di Cardiologia.
I pazienti già assistiti
Numerosi pazienti, che erano seguiti regolarmente nell’ambulatorio, dovranno ora cercare assistenza presso altre strutture sanitarie. Abituati a effettuare visite cardiologiche, prove da sforzo, ecostress e altre prestazioni, si trovano ora costretti a cercare alternative a causa della mancanza di personale medico. In passato, il reparto di Cardiologia contava sei unità mediche, ma con solo quattro medici rimasti, non è possibile soddisfare tutte le esigenze del reparto e gestire anche le attività ambulatoriali. Pertanto, le prestazioni sanitarie specialistiche saranno sospese fino a quando non verrà reperito nuovo personale medico.
In attesa dell’apertura dell’ospedale di comunità a Roccadaspide
Nel frattempo, a Roccadaspide, si continua ad attendere l’apertura dell’ospedale di comunità situato nel plesso ospedaliero inaugurato lo scorso 22 aprile. Alla cerimonia di inaugurazione ha presenziato il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, il quale ha assicurato che l’ospedale sarebbe stato attivato entro poche settimane. La Regione ha puntato tutto sull’ospedale di comunità per evitare un dispiego di medici che dovrebbero essere, almeno sulla carta, minore rispetto ad un nosocomio.
La nuova struttura
La nuova struttura, situata in via Santa Palomba, aggiungerà venti posti letto all’esistente ospedale cittadino. Sarà destinata ai pazienti con patologie non urgenti e sarà gestita dai medici di base, con l’assistenza di infermieri e operatori dell’Asl. L’apertura di questa struttura sarà di grande importanza per alleviare la pressione sul sistema sanitario locale e garantire un’adeguata assistenza ai pazienti non in condizioni critiche.




