Il Tar ha dichiarato il ricorso irricevibile stante la sua acclarata tardività, La soddisfazione del sindaco Vittorio Esposito
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) ha pubblicato la sentenza con la quale, in modo definitivo, si è pronunciato sul ricorso presentato dall’Associazione di promozione sociale Italia Nostra contro il Comune di Sanza, l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Cultura; l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, la Comunità Montana Vallo di Diano, la Regione Campania, in merito alla messa in sicurezza della strada che conduce alla vetta del Monte Cervati.
Il Tar, dopo l’udienza che si era tenuta lo scorso 30 aprile, oggi con sentenza ha dichiarato il ricorso irricevibile stante la sua acclarata tardività. In sostanza, nonostante i lavori fossero autorizzati e finanziati, dopo bando pubblico per l’affidamento e l’inizio lavori circa due anni or sono, non si giustifica la pretesa vantata da Italia Nostra che, pur a conoscenza dell’iter, se mai vantasse perplessità e dubbi sull’opera, ha presentato ricorso solo alla fine dello scorso anno, nonostante i lavori siano a buon punto per il termine degli stessi.
Si chiude così una vicenda che ha creato molto danni d’immagine alla comunità di Sanza che ora è pronta a chiedere un risarcimento ad Italia Nostra ed a tutti coloro che hanno sostenuto il ricorso per una cifra che si aggira sui 10milioni di euro. “Grande soddisfazione, per aver sempre agito per il bene comune e per la crescita e lo sviluppo della nostra comunità, sempre nel rispetto dell’ambiente e della natura – ha affermato il sindaco Vittorio Esposito – grazie all’avvocato Lentini ed a tutti i legali che hanno seguito questa vicenda che ha creato sconcerto e mortificazione in tanti cittadini che amano e custodiscono la montagna ed il Cervati.
Noi non facciamo polemiche; quello che ci interessa è il bene della comunità che continuiamo a perseguire a testa bassa e con impegno quotidiano. Ora verifichiamo anche se e chi dovrà pagare i danni d’immagine causati alla comunità di Sanza” ha concluso Esposito




