Aurelio Valiante, 60 anni, ha ammesso l’omicidio di Rivaldo Rusi e l’occultamento del cadavere. La Procura indaga sulla dinamica della sparatoria e sull’eventuale presenza di complici, la comunità è divisa tra solidarietà e condanna
Centola – È una vicenda drammatica e complessa quella che ha scosso l’intero Cilento e che ora è al vaglio della Procura di Vallo della Lucania. Si indaga su quanto accaduto domenica scorsa a Foria di Centola, dove un tentato furto in una villetta si è trasformato in una sparatoria, un omicidio e infine in un occultamento di cadavere.
L’imprenditore 60enne Aurelio Valiante, apparso visibilmente provato, si è presentato spontaneamente in Procura insieme al suo legale, l’avvocato Antonello Natale, confessando di aver sparato a uno dei presunti ladri, Rivaldo Rusi, un giovane albanese di 26 anni, e di averne poi nascosto il corpo.
Il ritrovamento del cadavere
È stato proprio grazie alle indicazioni dell’uomo che i carabinieri, guidati dal procuratore capo Francesco Rotondo, hanno rinvenuto il corpo del giovane in un’area impervia delle campagne di San Severino di Centola, nascosto in una buca tra la vegetazione, non lontano dal campo di calcetto comunale. Sul posto sono intervenuti anche i RIS, i carabinieri delle compagnie di Sapri e Sala Consilina, il medico legale Francesco Lombardo e la scientifica.
Scene di strazio al momento del ritrovamento. La moglie e la suocera della vittima, giunte dopo giorni di ricerche, hanno gridato il loro dolore: «Ha sbagliato, ma non doveva morire così. È stato sepolto come un animale. Ci ha lasciato un bambino senza padre».
Le indagini: legittima difesa o eccesso?
La Procura sta ora cercando di chiarire due aspetti fondamentali: la dinamica dell’omicidio e le modalità dell’occultamento del corpo. L’autopsia, attesa nei prossimi giorni, sarà determinante per stabilire il numero e la traiettoria dei colpi esplosi. Resta anche da accertare se Valiante abbia agito da solo o con l’aiuto di un complice.
Al centro dell’inchiesta ci sono anche le dichiarazioni dell’altro giovane albanese coinvolto nel furto, rimasto ferito gravemente e ora ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli. Per lui, latitante e ricercato in Toscana, è scattato l’arresto. La sua testimonianza potrebbe fornire elementi decisivi per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi.
Un paese diviso
Al momento Aurelio Valiante è formalmente indagato per omicidio, lesioni gravissime e occultamento di cadavere. La Procura non esclude l’emissione di misure cautelari nei suoi confronti nelle prossime ore. La sua versione dei fatti sarà valutata alla luce delle prove raccolte.
Nel frattempo, la comunità cilentana è profondamente scossa e il caso ha acceso un acceso dibattito tra chi difende l’imprenditore, ritenendolo vittima di un’aggressione in casa propria, e chi, al contrario, ritiene comunque inaccettabile la morte di un giovane, anche se coinvolto in un crimine.
Una vicenda che interroga la giustizia, la coscienza collettiva e il fragile equilibrio tra diritto alla difesa e valore della vita umana.




