Fratelli d’Italia attacca: “Parole deliranti, il pronto soccorso non è operativo”. Nel mirino anche il sindaco Mutalipassi per il silenzio durante la cerimonia
In occasione della cerimonia della nuova intitolazione dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi a cui è stato aggiunto il toponimo Cilento, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca si è speso con uno dei suoi soliti spettacoli. Durante il suo intervento, ha attaccato tutto e tutti, puntando il dito contro le precedenti gestioni di Palazzo Santa Lucia, in particolare durante gli anni ’90, ed accusandole di essere la motivazione delle difficoltà che l’ente vive in campo sanitario.
Durante il suo mandato, stando a quanto dice, tanto è stato fatto e tra i vari obiettivi anche quello di aver riaperto l’ospedale di Agropoli. “Sono parole deliranti, di chi ormai ha capito che non ha più nulla da perdere. Dire di aver riaperto un nosocomio di fatto chiuso, dove non c’è un vero e proprio pronto soccorso vuol dire davvero prendere in giro i cittadini”.
Il coordinatore Cilento Nord e consigliere provincia di Fratelli d’Italia sottolinea il modo assolutamente inopportuno con il quale il presidente De Luca continua a parlare di sanità nel Cilento, laddove è stata distrutta una macchina che era stata messa in piedi in anni di amministrazione fatta da esponenti politici locali. “Non mi risulta che l’ospedale di Agropoli sia stato riaperto e né i fondi per gli altri nosocomi. Anzi abbiamo problemi su problemi – aggiunge – ad Agropoli non c’è un’ambulanza medicalizzata e il pronto soccorso non può certo garantire assistenza medica adeguata. Però per De Luca va tutto bene ed è riaperto, anzi lui ha spezzato le catene che lo tenevano chiuso”.
“Ciò che fa anche rabbia è stato il silenzio del sindaco di Agropoli Roberto Antonio Mutalipassi che era lì presente ma che non ha fiatato, non ha detto una parola e anzi è anche probabile che abbia applaudito. Insomma, ancora una volta la città di Agropoli è stata presa giro da De Luca da una parte e dal sindaco dall’altra. A questo punto, invito il presidente e il sindaco ad andare in ospedale e farmi vedere ciò che loro dicono, a far vedere ai cittadini come è stato riaperto. Credo – conclude – che l’invito non sarà raccolto”.
