L’anziano deceduto al “Ruggi” di Salerno senza che i figli venissero informati: la scoperta solo dopo ore di angoscia. L’Azienda chiede scusa
Una tragedia familiare si è trasformata in un incubo ancora più doloroso per una famiglia di Eboli. Un uomo anziano, ricoverato da giorni all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, è deceduto senza che nessuno dei sanitari si fosse premurato di informare i parenti.
I figli, da ore in attesa di notizie e insospettiti dal silenzio, si sono recati personalmente in ospedale. Lì, tra attese angoscianti e vagabondaggi nei reparti, hanno appreso in modo informale e casuale la morte del loro caro. Nessuna telefonata, nessun messaggio, nessun confronto umano in quel momento drammatico: solo l’amara conferma, giunta quasi per caso.
“La ferita più grande – raccontano – non è solo la perdita, ma il modo in cui ci è stata negata ogni forma di rispetto e dignità. È stato come vivere un doppio lutto”.
Il corpo del paziente era già stato trasferito in una casa funeraria per la preparazione della cerimonia religiosa, mentre i familiari erano ancora ignari di tutto.
L’Azienda Ospedaliera, messa di fronte ai fatti, ha ammesso l’accaduto parlando di “grave disattenzione” e ha presentato le proprie scuse ufficiali ai familiari. Ma il danno, soprattutto umano, resta profondo.
“Nel momento in cui avremmo avuto bisogno di una parola, di una spiegazione, di un gesto umano – aggiunge uno dei figli – ci siamo ritrovati soli, spaesati, umiliati.”
Un episodio che riapre il dibattito sull’umanizzazione delle cure e sul rispetto del rapporto con le famiglie, soprattutto nei momenti più fragili.




