Accolti i ricorsi del Ministero: stop definitivo all’attività di istituti privati tra Salerno e Agro Nocerino per violazioni sistematiche. Indagini in corso su scala nazionale
Quattro scuole paritarie operanti tra Salerno e la sua provincia, in particolare nell’area dell’Agro Nocerino, dovranno cessare ogni attività a partire dal prossimo anno scolastico. A stabilirlo è il Consiglio di Stato, che nei giorni scorsi ha emesso sentenze decisive contro gli istituti finiti al centro di un’inchiesta per gravi violazioni amministrative e didattiche.
Le decisioni arrivano a seguito dei ricorsi presentati dal Ministero dell’Istruzione e dall’Ufficio Scolastico Regionale, che hanno contestato l’annullamento – da parte del TAR di Salerno – delle precedenti revoche dello status di scuola paritaria. Il massimo organo della giustizia amministrativa ha invece accolto in pieno le tesi ministeriali, confermando la chiusura delle strutture.
Gli accertamenti, avviati su impulso del Ministero e condotti dalla Guardia di Finanza, hanno fatto emergere un quadro preoccupante: registri di presenza falsificati, percorsi formativi assenti o irregolari, documenti amministrativi incompleti e sospetti fondati sulla concessione di diplomi senza un’adeguata preparazione didattica. Elementi che, secondo i giudici, ledono profondamente la fiducia nel sistema scolastico nazionale.
Le sentenze del Consiglio di Stato, due delle quali riferite a un medesimo istituto con più indirizzi, mettono nero su bianco la necessità di interrompere immediatamente qualsiasi attività didattica. Le scuole coinvolte non potranno più accettare nuove iscrizioni né condurre esami o rilasciare certificazioni.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio: un piano di verifica e controllo su scala nazionale messo in atto per contrastare il fenomeno dei cosiddetti diplomifici, istituti accusati di aggirare le finalità educative per fornire titoli scolastici in maniera illecita. Le indagini, che hanno già portato alla chiusura di altre scuole in diverse regioni, proseguiranno nei prossimi mesi.
Il Ministero dell’Istruzione ha ribadito la volontà di tutelare la qualità dell’istruzione e il rispetto delle norme, assicurando pene severe per chi tenta di svilire il valore dei titoli di studio attraverso scorciatoie irregolari.




