Restaurati il cratere corinzio e i vasi della sepoltura del VI secolo a.C. scoperta a Pontecagnano: presto saranno esposti al Museo Archeologico
Una rara tomba “a cubo” risalente al VI secolo avanti Cristo, scoperta recentemente a Pontecagnano Faiano, si prepara a tornare visibile al pubblico dopo gli interventi di conservazione sui reperti rinvenuti durante lo scavo.
Al centro del delicato lavoro di restauro c’è il cratere figurato prodotto a Corinto, utilizzato nell’antichità per custodire le ossa combuste del defunto.
L’intervento sul cratere corinzio
Sul prezioso manufatto è stato effettuato un intervento non invasivo, finalizzato a eliminare alcune sostanze che, con il passare del tempo, avrebbero potuto provocare fenomeni di disgregazione.
L’operazione punta a garantire la stabilità strutturale del reperto e, allo stesso tempo, a preservare la superficie decorata.
Particolare attenzione è stata riservata alla conservazione delle immagini e dei dettagli pittorici che caratterizzano il cratere.
Pulitura e consolidamento degli altri vasi
Anche gli altri vasi provenienti dalla sepoltura sono stati sottoposti a interventi conservativi.
Gli specialisti hanno eseguito delicate operazioni di pulitura e consolidamento, necessarie per proteggere i reperti e consentirne una corretta esposizione.
L’esposizione al Museo Archeologico di Pontecagnano
Una volta completato il restauro, l’intero contesto archeologico della tomba sarà esposto al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”.
Il pubblico potrà così osservare da vicino una testimonianza particolarmente significativa della storia antica del territorio e delle relazioni culturali e commerciali che interessarono l’area di Pontecagnano nel VI secolo avanti Cristo.




