Tra pochi autobus, fermate senza pensiline e servizi inadeguati, la città rischia di compromettere il suo sviluppo e la qualità della vita dei cittadini
Agropoli oggi sfiora i 30.000 abitanti, ma sembra che nessuna amministrazione degli ultimi quindici anni si sia accorta che una città cresce non solo con nuove case e centri commerciali, ma soprattutto con servizi adeguati. Il trasporto pubblico, infatti, continua a essere il grande dimenticato.
Tre o quattro autobus in tutto: questo è l’esercito con cui si dovrebbe coprire un territorio vasto e articolato come quello di Agropoli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: studenti e lavoratori costretti ad attese infinite, corse insufficienti, linee inadeguate.
In estate, quando la città esplode di turisti, si ricorre in fretta e furia a navette “tappabuchi” che servono solo a mascherare temporaneamente un problema strutturale che nessuno ha il coraggio di affrontare. Ma il vero paradosso è l’assoluta mancanza di dignità nelle infrastrutture: fermate senza pensiline, viaggiatori lasciati sotto pioggia e sole, una stazione autobus senza neppure delle sedute o una copertura decente. Un biglietto da visita indegno per una città che si autodefinisce “porta del Cilento”.
Viene spontaneo chiedersi: il Comune ha una visione per la mobilità o si continua a vivere alla giornata? È accettabile che studenti, residenti e lavoratori delle periferie debbano affrontare quotidianamente simili disagi per raggiungere il centro e viceversa? È accettabile che un cittadino paghi un servizio così povero e mal gestito? Agropoli non può ambire a crescere e competere con altre realtà turistiche e urbane se resta ancorata a un trasporto pubblico da piccolo paese. La verità è semplice: senza una mobilità moderna, efficiente e rispettosa della dignità dei cittadini, ogni discorso di sviluppo resterà pura retorica.
