Lo spettacolo scritto da Mariella Marchetti e interpretato da Simona Esposito racconta, con parole e immagini, l’infanzia spezzata dalla guerra e dalla povertà, parlando direttamente al cuore dei più giovani
Giovedì 2 ottobre alle 19,15 presso il teatro “Giovanni Bianco” di Vallo della Lucania debutta, con la regia di Mario Brancaccio e l’interpretazione dell’attrice Simona Esposito,
“Lettera di Amina dal profondo del mare” di Mariella Marchetti.
Lo spettacolo, destinato soprattutto alle scuole, nasce con l’idea di sensibilizzare sul tema della guerra e dell’infanzia violata.
Il testo è dedicato ai bambini di tutto il mondo, che la guerra e la povertà hanno strappato dalle loro case, dai loro affetti, privandoli per sempre della loro innocenza e del diritto, sacro e intangibile, alla felicità.
“Questa lettera – afferma l’autrice – è nata un anno fa, quando, con i ragazzi della mia scuola, il Liceo Classico “Parmenide” di Vallo della Lucania, ci stavamo preparando a partecipare alla VII edizione delle Giornate Virgiliane, organizzate a Palinuro dall’Associazione “Publio Virgilio Marone.
“Il tema della manifestazione ruotava intorno alla figura di Enea, personaggio di sorprendente attualità, e al tema dell’accoglienza dei profughi.
Per rendere viva questa tematica, per poterla far toccare con mano ad adolescenti che, non per colpa loro, la percepiscono come lontana dal loro mondo, ho scritto questo testo, dando voce ad Amina: una bambina immaginaria, che può però verosimilmente rappresentare i sogni – molto spesso infranti – di migliaia di bambini che hanno lasciato, e continueranno a lasciare, le loro case e i loro affetti, per raggiungere luoghi in grado di restituire loro serenità, una casa, la pace, il cibo, l’istruzione.
“Amaranta Cirillo, una mia studentessa del Liceo classico, ha pensato di dare maggiore efficacia e forza visiva al testo corredandolo con straordinari disegni.
Quando me li ha mostrati, ho provato una profonda emozione: la sua sensibilità di adolescente e le sue matite colorate hanno realizzato molto di più di quanto io potessi immaginare.
Infatti, i disegni contenuti in questo libro parlano e completano il mio testo, conferendogli ulteriore efficacia, proprio come desideravo.
Quando abbiamo letto e mostrato questa storia agli altri studenti, è calato un silenzio inaspettato, quasi sacrale: il silenzio della compartecipazione umana e del rispetto per le sciagure di persone che, sebbene lontane, non possono non riguardarci, se ancora consideriamo fondamento della nostra “humanitas” la celebre frase del commediografo latino Terenzio:
«Sono un essere umano, niente di ciò che è umano ritengo estraneo a me».
In quel preciso momento ho capito che questo testo, accompagnato dai bellissimi disegni di Amaranta, aveva una notevole forza comunicativa che non poteva essere sprecata, e che quindi meritava di essere pubblicato.
“Lettera di Amina dal profondo del mare” è nata esattamente così”
