Casa Surace l’ha trovata nelle abitudini: quei piccoli gesti che dividono e uniscono un Paese intero
L’intuizione che diventa posizionamento
In comunicazione vince chi riesce a trovare la propria parola chiave.
Casa Surace l’ha trovata nelle abitudini: quei piccoli gesti che dividono e uniscono un Paese intero.
Non è solo comicità. È un lavoro raffinato di osservazione, di lettura del contesto e — come diremmo in PNL — di ricalco.
Significa entrare nel mondo dell’altro, comprenderne il linguaggio e restituirlo con autenticità.
Per motivi artistici e comici le situazioni vengono esagerate, ma dietro ogni scena c’è una verità riconoscibile.
Il pubblico non ride solo per divertimento: ride perché si riconosce.
La forza del ricalco culturale
Il Sud ride perché si specchia nelle proprie abitudini, il Nord ride perché riconosce negli sketch i suoi stereotipi più radicati.
Casa Surace ha compreso qualcosa che molte aziende faticano a capire: le persone non si conquistano con la perfezione, ma con la risonanza emotiva.
Quando un messaggio parla la lingua del tuo pubblico, non serve gridare: basta ricalcarne il mondo con rispetto e ironia.
Restare dove tutto è iniziato
Il progetto nasce a Sala Consilina, nel Vallo di Diano, oggi parte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Non una metropoli, ma una terra autentica, fatta di relazioni e semplicità.
Invece di inseguire i centri dell’attenzione, Casa Surace ha scelto di restare.
Hanno preso un contesto locale e lo hanno proiettato nel mondo digitale, trasformando un piccolo paese in un laboratorio di creatività collettiva.
Non attori professionisti, ma amici, parenti, vicini. Non set costruiti, ma cucine e balconi reali.
Questa coerenza ha generato fiducia. È ciò che io definisco neorealismo digitale: la verità che diventa contenuto.
Le tre mosse di posizionamento
Il successo non nasce dal caso. Casa Surace, anche senza saperlo, ha seguito tre principi di posizionamento efficaci:
1. Una parola chiave chiara: Nord e Sud.
Non hanno disperso il messaggio. Hanno preso una dicotomia esistente e l’hanno fatta propria.
2. Una narrazione focalizzata: le abitudini quotidiane.
Hanno evitato la trappola dell’attualità e hanno costruito il proprio spazio su temi eterni e riconoscibili.
3. Una trasformazione coerente: dal locale all’universale.
Non hanno cambiato contesto per avere visibilità: hanno fatto arrivare il mondo a casa loro.
La lezione per chi comunica e fa impresa
Casa Surace dimostra che non serve cambiare luogo per cambiare impatto.
Serve capire chi sei, cosa rappresenti e che linguaggio puoi usare per raccontarlo.
Hanno preso uno stereotipo e l’hanno trasformato in una strategia.
Hanno preso una distanza — Nord e Sud — e l’hanno usata per costruire connessione.
È la dimostrazione che anche una differenza, se letta nel modo giusto, può diventare un vantaggio competitivo.
In un mondo che corre verso ciò che “funziona altrove”, Casa Surace ha vinto restando sé stessa.
E questa è la parte che più mi interessa come coach: la capacità di non cercare validazione fuori, ma di dare significato dentro.
Restare non significa fermarsi: significa radicarsi per arrivare più lontano.
Chi comunica, chi fa impresa, chi guida un team dovrebbe chiedersi:
Qual è la mia differenza che può diventare una direzione?
Perché le vere strategie non nascono dalle mode, ma dalla consapevolezza di ciò che sei.
È quello che faccio ogni giorno con il coaching e la Programmazione Neuro-Linguistica: aiutare imprenditori e professionisti a trovare chiarezza, definire obiettivi e costruire un’identità comunicativa coerente.
Domenico Marotta – Mental Coach e Business Coach in PNL, cilentano di Sapri.




