La Suprema Corte ribadisce la solidità delle accuse ma chiede al Tribunale del Riesame una nuova valutazione completa degli atti. Il 14 novembre attesa l’udienza preliminare sul caso del “sindaco pescatore”
Un nuovo capitolo si aggiunge alla complessa vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica assassinato il 5 settembre 2010. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali Giovanni Marrazzo e Giovanni Stellato, difensori di Giovanni Cipriano e dell’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, entrambi coinvolti nell’inchiesta.
Nonostante la decisione sembri in parte favorevole agli indagati, la Cassazione ha confermato la presenza di gravi indizi di colpevolezza, sottolineando che le misure cautelari sono state annullate non per ragioni di merito, ma per vizi di forma. Il Tribunale del Riesame, infatti, non avrebbe analizzato in modo completo tutti gli elementi raccolti a carico dei due uomini.
Sarà dunque necessario un nuovo esame da parte del Riesame, che dovrà tornare a valutare nel dettaglio ogni circostanza utile a stabilire se sussistano i presupposti per eventuali restrizioni della libertà personale. Una decisione che mantiene alta la tensione su un caso che, a quattordici anni di distanza, continua a cercare la verità.
Intanto, resta aperta anche la posizione del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, il cui legale ha presentato una richiesta di patteggiamento che sarà discussa nell’udienza preliminare del 14 novembre, quando il procedimento entrerà nel vivo. Nessuna impugnazione, invece, da parte del collaboratore di giustizia Ridosso Rimolo e di Giovanni Cafiero: quest’ultimo risponde unicamente di reati legati al traffico di droga.
L’attesa ora si concentra proprio sulla data del 14 novembre, quando il tribunale sarà chiamato a decidere i prossimi passi di un’indagine che rappresenta ancora una ferita aperta per l’intero Cilento e per chi, come Angelo Vassallo, ha fatto della legalità la propria bandiera.




