Avviata la revisione dell’atto aziendale dell’Asl con novità per Agropoli, tra promesse, critiche politiche e timori di una mossa elettorale
Il futuro dell’emergenza ad Agropoli torna al centro del dibattito. Oggi sono partite le procedure per la modifica dell’atto aziendale dell’Asl, un passaggio atteso da mesi e che potrebbe ridisegnare il ruolo del presidio locale nel sistema sanitario cilentano.
Secondo quanto comunicato dall’Consigliere regionale Franco Picarone, l’iter segue quanto previsto dalla normativa vigente. Il nuovo elaborato del Piano sarà inviato alle organizzazioni sindacali, alla Conferenza dei sindaci, alla Prefettura e agli altri enti competenti. Tutti avranno la possibilità di presentare osservazioni entro i termini di legge.
Tra gli aggiornamenti più rilevanti compare la configurazione del pronto soccorso di Agropoli come “PS di area disagiata”, una definizione che potrebbe rappresentare un passo avanti verso un servizio più strutturato. In attesa di reclutare il personale necessario per la piena operatività, Picarone assicura che il punto di primo soccorso resterà attivo, così da garantire assistenza nelle emergenze. “Stiamo rispettando gli impegni assunti nel Consiglio comunale di Agropoli”, ha sottolineato il consigliere.
Alla notizia ha reagito anche Gisella Botticchio, ex consigliere comunale e promotrice della manifestazione dell’8 agosto. La sua posizione resta vigile: “On Picarone seguiremo attentamente la rettifica riportata al piano. Abbiamo scongiurato la chiusura totale dell’emergenza e ci avviamo finalmente a parlare di un vero pronto soccorso. Grazie di cuore per l’impegno preso. Insieme agli organi sindacali seguiremo bene la stesura dell’atto. Se qualcosa si è mossa e abbiamo ottenuto rettifiche all’atto aziendale dell’ASL dobbiamo ringraziare il popolo di Agropoli che in totale solitudine ha smosso le coscienze (8 agosto 2025) Grazie ai medici e gli organi sindacali. Non possiamo certamente ringraziare la classe politica locale”.
Sulla stessa linea l’assessore Elvira Serra, che frena su possibili attribuzioni di merito: “Spero che nessuno si prenda meriti che sono il frutto di una battaglia. Il silenzio e tante complicità di chi ha chiesto per sé i benefici della politica Grazie all’on Picarone, almeno una promessa mantenuta.”
Parallelamente, nel territorio non manca lo scetticismo. In molti temono che la revisione dell’atto possa rivelarsi una mossa elettorale, utile a Picarone in vista delle prossime regionali. Una preoccupazione che alimenta il dibattito e che accompagna ogni passo del percorso appena avviato.
La procedura ora passa nelle mani degli enti chiamati a formulare osservazioni. Da queste valutazioni dipenderà il prossimo capitolo del presidio di Agropoli e della sua emergenza sanitaria.




