Sequestri, minacce armate e sfruttamento della prostituzione nell’inchiesta coordinata dalla DDA di Salerno Una rete radicata nel territorio di Capaccio Paestum: droga, debiti insoluti e banconote false
Un debito mai saldato, la minaccia di una pistola e una rete di spaccio radicata nel territorio di Capaccio Paestum: sono questi gli elementi emersi dall’inchiesta che questa mattina ha portato all’esecuzione di 18 misure cautelari da parte dei Carabinieri della Compagnia di Agropoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.
Secondo la ricostruzione accusatoria – ritenuta al momento fondata dal GIP del Tribunale di Salerno – gli indagati avrebbero organizzato un sistema capillare di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, operando principalmente nel comune di Capaccio Paestum. Qui sarebbe stata allestita una vera e propria piazza di spaccio, rifornita da fornitori provenienti dall’area napoletana. Lo stupefacente veniva poi stoccato all’interno di una struttura turistica riconducibile a tre degli indagati.
Nel corso delle indagini è emerso un episodio particolarmente grave: uno dei presunti componenti della rete sarebbe stato sequestrato dagli stessi fornitori, arrivati dal capoluogo partenopeo, per non aver saldato un debito legato a precedenti forniture di droga. L’importo, secondo gli inquirenti, oscillava tra 20.000 e 44.000 euro. L’uomo sarebbe stato minacciato con un’arma da fuoco per costringerlo a pagare.
Accanto allo spaccio, gli investigatori avrebbero documentato anche un commercio di banconote false destinato a circolare nel territorio di Capaccio Paestum. Durante le attività, i Carabinieri hanno sequestrato cocaina, hashish e denaro contraffatto.
L’ordinanza cautelare ricostruisce inoltre un contesto di sfruttamento della prostituzione: due degli indagati, già coinvolti nei reati connessi agli stupefacenti, avrebbero favorito e gestito l’attività di meretricio di alcune donne, ospitate nella stessa struttura turistica utilizzata per lo stoccaggio della droga. Quando una di loro avrebbe rifiutato di proseguire l’attività e di consegnarne i proventi, sarebbe stata minacciata e costretta a pagare 300 euro per l’occupazione di un’abitazione; il suo cellulare sarebbe stato sottratto e poi restituito solo dopo la consegna del denaro.
Le perquisizioni eseguite nelle prime ore della mattina hanno portato anche al sequestro di ulteriori 270 grammi di hashish e cocaina, oltre a circa 245mila euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita.
Il provvedimento cautelare – precisa la Procura – non implica alcun giudizio definitivo di responsabilità e potrà essere oggetto di impugnazione davanti al Tribunale del Riesame.
Custodia cautelare in carcere
- Carrano Salvatore
- De Clemente Giuseppe
- Errechaiech Saleh
- Goughi Mostafa
- Inghilterra Alfonso
- Kamal Jaouad
- Kassimi Abdelkader
- Merzougui Oussama
- Orsi Carmine
- Paolone Pasquale
- Rachyq Ahmed
Arresti domiciliari
12. Curcio Giuseppe
13. Inghilterra Luigi
14. Inghilterra Vincenzo
15. Nese Fabio
16. Petti Giuseppe
17. Sellitti Giovanni
18. Voria Gianluca




