Dalla collaborazione tra Comuni e ASL Salerno nasce la rete di televisite nei territori interni. Ma in una città da 30mila abitanti con ospedale chiuso il dibattito resta aperto
Gli Ambulatori Virtuali promossi dall’ASL Salerno stanno nascendo in numerose comunità del Cilento, del Vallo di Diano, degli Alburni e del Golfo di Policastro. Un progetto che punta sulla telemedicina e sulla collaborazione tra enti locali e azienda sanitaria per offrire ai cittadini la possibilità di effettuare visite specialistiche in modalità televisita direttamente nel proprio Comune.
L’obiettivo è chiaro: ridurre tempi di attesa, disagi e barriere logistiche, soprattutto nelle aree interne dove la distanza dai centri di offerta dei servizi sanitari rappresenta un ostacolo concreto all’accesso alle cure. Gli ambulatori virtuali si configurano come supporto integrativo alla visita tradizionale, garantendo continuità assistenziale per controlli, seconde visite e rinnovi terapeutici, evitando spostamenti non indispensabili.
A supporto dei cittadini è prevista anche la figura del facilitatore digitale, incaricato di assistere nell’accesso alle prestazioni, nell’utilizzo della piattaforma e nell’attivazione degli strumenti necessari per fruire dei servizi.
Il progetto nasce in un contesto segnato da una carenza oggettiva di figure mediche e sanitarie, con un impatto più marcato nei territori interni. In questo scenario, la telemedicina viene proposta come servizio di prossimità capace di mitigare le difficoltà di accesso e di ristabilire un principio di equità rispetto al diritto alla salute, attraverso innovazione tecnologica e digitalizzazione.
L’idea può risultare particolarmente efficace nei piccoli centri spopolati, dove mancano strutture sanitarie o medici disponibili per servizi minimi come un consulto o una modifica terapeutica, spesso risolvibili in pochi minuti di colloquio.
Diverso, però, è il quadro in una realtà come Agropoli, che supera i 30mila abitanti e che durante la stagione estiva vede quadruplicare le presenze, con un aumento inevitabile della domanda sanitaria. Una città attraversata da un’arteria stradale ad alta percorrenza, teatro frequente di incidenti, e con una struttura ospedaliera attualmente chiusa e priva di prospettive chiare sul futuro.
In questo contesto, la scelta di puntare sull’ambulatorio virtuale – proposta dall’amministrazione comunale all’ASL – solleva interrogativi. Per molti rappresenta un passo avanti verso una sanità più accessibile; per altri rischia di essere una risposta parziale in un territorio che chiede il ripristino di servizi sanitari strutturati e in presenza.
Il dibattito resta aperto: innovazione necessaria o soluzione tampone? La sfida sarà verificare se la telemedicina saprà integrarsi efficacemente con un sistema sanitario locale che, soprattutto nelle città costiere a forte densità abitativa e turistica, reclama certezze e programmazione a lungo termine.




