Dal soccorso durante l’esondazione del Solofrana al volontariato quotidiano, il Capo dello Stato premia altruismo, senso civico e amore per il territorio
Un riconoscimento che premia il coraggio, il senso del dovere e la capacità di mettersi al servizio degli altri anche nei momenti più difficili. Francesco Correale, 17 anni, di Roccapiemonte, è stato nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella per il suo impegno civile e solidale.
Il giovane volontario del nucleo di Protezione Civile del Comune di Roccapiemonte si distinse nel novembre 2022, quando, pur avendo appena 14 anni, prese parte alle operazioni di soccorso in seguito all’esondazione del torrente Solofrana. Un intervento delicato, in un contesto di emergenza reale, durante il quale contribuì a liberare la strada e a mettere in sicurezza anche gli ospiti di una casa di riposo.
“Ero appena tornato da scuola – ha raccontato Francesco Correale – quando l’allora coordinatore Carmine Senatore mi chiamò per chiedere un aiuto. C’era da intervenire subito e mi precipitai sul luogo dell’allagamento. C’erano persone che rischiavano di perdere la vita e da volontario ho dato il mio contributo”.
Nelle motivazioni del prestigioso riconoscimento vengono sottolineati “l’altruismo, il senso civico, l’attaccamento al territorio e la spiccata capacità di collaborazione”, elementi che descrivono non solo un gesto compiuto in emergenza, ma un percorso già avviato da anni.
Francesco, infatti, ha iniziato il suo cammino nel volontariato quando aveva appena 11 o 12 anni, dopo aver partecipato a un campo scuola organizzato dall’associazione. Da quel momento non si è più fermato. Durante il periodo del Covid ha aiutato nelle prenotazioni per i vaccini, mentre oggi continua a impegnarsi nella consegna di beni alimentari alle famiglie bisognose e nelle attività di assistenza alla comunità locale.
Quando gli è stata comunicata la notizia della nomina, il giovane non riusciva quasi a crederci. “Non è una cosa che accade tutti i giorni. Io faccio il volontario senza pretendere nulla. Questo riconoscimento è stato del tutto inaspettato”, ha spiegato il 17enne, che frequenta il quarto anno del liceo scientifico “Rescigno” di Roccapiemonte.
Parole semplici, che restituiscono il profilo di un ragazzo con i piedi per terra e con una maturità rara. Francesco non si sente un simbolo, ma il volto di un lavoro condiviso. “Non sono un simbolo, anche perché è frutto di un lavoro di squadra. Però spero che questo riconoscimento possa far capire ai miei coetanei cosa significa essere volontario. Spesso si pensa che sia un’attività inutile perché non si riceve nulla in cambio. Ma fare una buona azione è qualcosa che ti riempie il cuore e ha un valore inestimabile”.
La sua storia diventa così anche un messaggio potente per tanti giovani: in un tempo in cui troppo spesso si guarda solo al tornaconto personale, l’impegno gratuito per gli altri resta una delle forme più alte di cittadinanza. E il riconoscimento di Alfiere della Repubblica, in questo senso, non celebra solo un gesto, ma una visione concreta di comunità.
