Dopo settimane di scontri e ultimatum, un incontro cambia tutto: il gruppo Agropoli Oltre Agropoli resta nella coalizione, decisivi i numeri in Consiglio
Ad Agropoli, ancora una volta, la politica di Palazzo di Città conferma una regola ormai evidente: ciò che viene annunciato con fermezza un giorno, può essere smentito il giorno successivo.
Nelle ultime ore, secondo quanto emerso, si sarebbe registrata una clamorosa inversione di rotta all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi. Al centro della vicenda ci sarebbero Franco Di Biasi, indicato fino a poco fa come destinato alla sfiducia da presidente del Consiglio comunale, e Francesco Barone, dato in uscita dalla partecipata Agropoli Cilento Servizi.
A cambiare il quadro politico sarebbe stato un incontro tra un noto imprenditore locale e il primo cittadino. Un faccia a faccia che avrebbe avuto come obiettivo quello di sostenere la posizione di Di Biasi, Barone e dell’intero gruppo “Agropoli Oltre Agropoli”, finito nelle ultime settimane nel mirino del resto della maggioranza.
Il risultato sarebbe stato immediato. La linea dello scontro, che sembrava ormai definita, avrebbe lasciato spazio a una soluzione opposta: stop alla mozione di sfiducia, stop alla defenestrazione nella partecipata e riapertura al rientro del gruppo nei ranghi della maggioranza.
Un passaggio che pesa politicamente, soprattutto perché arriva dopo settimane di dichiarazioni nette contro lo stesso gruppo e dopo le fibrillazioni seguite al mancato sostegno sul bilancio. Sul tavolo, secondo le indiscrezioni, c’era già una mozione di sfiducia quasi completa, con 11 firme su 12 necessarie. Poi, improvvisamente, il cambio di scenario.
È qui che la vicenda assume un valore politico ancora più marcato. Perché il ritorno di “Agropoli Oltre Agropoli” dentro la maggioranza non appare come il frutto di una ritrovata unità politica, ma come una necessità numerica. Tre voti in più in Consiglio comunale diventano essenziali per accompagnare l’amministrazione fino alla fine del mandato.
Dall’altra parte, il reintegro del gruppo che fino a ieri veniva considerato fuori dal perimetro politico della coalizione restituisce anche l’immagine di un progetto che fatica a reggersi su basi solide. La retromarcia del sindaco, che ha finito per smentire la linea sostenuta nelle ultime settimane, racconta una maggioranza che si muove più per convenienza che per coerenza.
Ed è proprio questo il punto politico più rilevante: se una frattura presentata come insanabile viene ricomposta nel giro di poche ore, allora il problema non era davvero politico, ma esclusivamente di sopravvivenza amministrativa. Una logica che salva gli equilibri nel breve periodo, ma che rischia di svuotare di credibilità ogni posizione pubblicamente assunta.
Ad Agropoli, insomma, più che una maggioranza compatta, emerge ancora una volta una convivenza forzata, dove i numeri contano più delle scelte e dove le parole, troppo spesso, durano meno di un voto in aula.
Per molti la linea altalenante del gruppo “Indipendente” di maggioranza ha comunque innescato malumori all’interno del Consiglio comunale sia tra chi supporta l’amministrazione e chi invece siede tra i banchi dell’opposizione.




