Corteo dal Municipio fino al presidio sanitario, sindaci e cittadini uniti, Botticchio e don Guida guidano una mobilitazione che cresce
Una partecipazione imponente, una comunità che torna a farsi sentire con forza. Ad Agropoli migliaia di persone sono scese in strada per chiedere la riapertura dell’ospedale civile, chiuso ormai da anni e privato anche del pronto soccorso.
Per la seconda volta nel giro di dodici mesi, il territorio si mobilita in maniera compatta, trasformando la protesta in una vera e propria manifestazione popolare. Un lungo corteo ha preso il via dal Municipio, attraversando la città fino a raggiungere il presidio ospedaliero, simbolo di una battaglia che ormai coinvolge tutto il nord del Cilento.
In testa alla marcia decine di sindaci, a partire dal primo cittadino Roberto Mutalipassi, affiancati da numerose fasce tricolori dei comuni limitrofi. Presenti anche rappresentanti politici di livello provinciale e regionale, segno di un tema che ha superato i confini locali per diventare una questione territoriale.
A guidare ancora una volta la mobilitazione è stata Gisella Botticchio, punto di riferimento di una protesta che negli ultimi mesi ha saputo trasformarsi in un movimento strutturato e determinato. Accanto a lei, il contributo simbolico e spirituale di Don Roberto Guida, che ha definito l’iniziativa una “marcia santa”, sottolineandone il valore civile e umano.
Il corteo, composto da migliaia di cittadini, ha raggiunto l’ospedale dove sono previsti gli interventi dei rappresentanti istituzionali e politici. Un momento di confronto ma anche di rilancio, con l’obiettivo dichiarato di mantenere alta l’attenzione su una vertenza che, a oggi, resta ancora senza una soluzione concreta.
La sensazione, però, è chiara: non si tratta più solo di una protesta, ma di una presa di posizione collettiva. Una comunità che non intende arretrare su un diritto fondamentale come quello alla salute.


