Segnalazione dei volontari del Circolo amici dell’ambiente, rifiuti abbandonati su terreno agricolo vicino al pozzo idrico in una zona fragile
CASTEL SAN GIORGIO. Una nuova segnalazione accende i riflettori sull’emergenza ambientale nel territorio dell’agro nocerino-sarnese. Il “Circolo amici dell’ambiente” denuncia un episodio di abbandono illecito di rifiuti nella frazione di Santa Maria a Favore, lungo via A. Gramsci 12, nel territorio del comune di Castel San Giorgio.
Secondo quanto rilevato dai volontari, nella serata del 20 aprile 2026 (ore 18:38) è stata accertata la presenza di rifiuti speciali, sia pericolosi che non, scaricati da ignoti direttamente su terreno nudo, senza alcun contenimento. Tra i materiali rinvenuti figurano conglomerati bituminosi, scarti edili, materiale ferroso, plastica e cartoni, per un quantitativo stimato tra i 250 e i 300 chilogrammi, distribuiti su una superficie di circa 3 metri quadrati.
L’area interessata si trova in una zona rurale circondata da campi coltivati, un contesto particolarmente delicato dal punto di vista ambientale e agricolo. La discarica abusiva insiste infatti su una stradina che conduce al Pozzo Santa Maria a Favore, infrastruttura strategica per la gestione delle risorse idriche locali, gestita dal Consorzio di Bonifica del comprensorio Sarno.
Non si tratta solo di un problema di degrado, ma di una potenziale minaccia per l’equilibrio ambientale dell’intera area. La frazione di Santa Maria a Favore, una delle undici che compongono il territorio comunale, si inserisce in un contesto già esposto a criticità idrogeologiche legate al bacino del torrente Solofrana. Proprio in questa zona, tra Nocera Inferiore e Castel San Giorgio, negli ultimi anni si sono registrate segnalazioni di innalzamento del letto del fiume e timori di esondazioni.
Il rischio, sottolineano i volontari, è che l’abbandono incontrollato di rifiuti possa aggravare una situazione già complessa, con possibili conseguenze sulla qualità del suolo, delle acque e sulla sicurezza delle coltivazioni locali.
La denuncia del Circolo rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme su un fenomeno che continua a colpire aree periferiche e agricole, spesso lontane dai controlli, ma fondamentali per l’economia e l’equilibrio ambientale del territorio. Ora si attende l’intervento delle autorità competenti per la bonifica dell’area e l’individuazione dei responsabili.


