Dopo Celano anche la consigliera regionale della Lega chiede la riattivazione del pronto soccorso, dell’UTIC e della terapia intensiva, sotto pressione un territorio che in estate triplica la popolazione
AGROPOLI. Il futuro dell’ospedale di Agropoli torna al centro del confronto politico-istituzionale. La consigliera regionale della Lega, Michela Rostan, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per chiedere chiarimenti e impegni concreti sulla riapertura del pronto soccorso e dei reparti di emergenza-urgenza del presidio ospedaliero agropolese.
L’iniziativa, proposta su input del sindaco di Giungano Giuseppe Orlotti, presente alla manifestazione dello scorso 19 aprile, punta i riflettori sulle condizioni attuali del presidio, descritto come operativo con servizi fortemente ridotti e non adeguati a rispondere alle esigenze del territorio.
Nell’interrogazione si evidenzia infatti che l’ospedale, nelle attuali condizioni, non sarebbe in grado di garantire una copertura sufficiente per un bacino di circa 80mila abitanti, numero che nei mesi estivi crescerebbe in maniera rilevante fino a raggiungere circa 240mila presenze.
Secondo quanto riportato dalla consigliera regionale, i territori di Agropoli, Capaccio, Ogliastro, Giungano, Cicerale, Monteforte Cilento, Castellabate, Prignano Cilento, Laureana Cilento, Trentinara, Perdifumo Cilento e l’intera Piana del Sele possono oggi contare soltanto su un punto di primo soccorso, escluso però dalla rete dell’emergenza-urgenza. Una condizione che, secondo Rostan, lascerebbe l’area priva di una risposta tempestiva ed efficace nei casi più gravi.
Da qui la richiesta rivolta al presidente della Regione Campania affinché vengano chiariti i provvedimenti che il Governo regionale intende adottare per arrivare alla riattivazione del pronto soccorso dell’ospedale di Agropoli, con un adeguato potenziamento del personale medico e sanitario, e per ripristinare la piena operatività dei reparti di emergenza-urgenza, tra cui UTIC e Terapia intensiva generale.
Nel testo dell’interrogazione viene inoltre posto un ulteriore quesito strategico per il futuro del presidio: verificare se il nosocomio di Agropoli sia stato inserito, come DEA di primo livello, nel nuovo piano ospedaliero regionale, anche alla luce dell’uscita della Regione Campania dal piano di rientro.
Un passaggio politico che riaccende l’attenzione su una vertenza sanitaria che continua a rappresentare uno dei nodi più avvertiti dal territorio, soprattutto in vista della stagione estiva, quando la pressione sulla rete assistenziale aumenta in modo considerevole.




