Dopo le mareggiate invernali riaffiorano sulla sabbia oltre dieci elementi cilindrici in arenaria, attesi i controlli della Soprintendenza
Le mareggiate che hanno colpito la costa cilentana durante l’inverno non hanno lasciato soltanto danni ed erosione. A Castellabate, in località Lago, il mare ha restituito qualcosa di inatteso: oltre dieci elementi cilindrici in pietra, emersi sulla sabbia dopo la rimozione naturale dello strato superficiale di detriti.
A una prima osservazione potrebbero sembrare grossi massi, ma la loro forma regolare racconta tutt’altro. Si tratterebbe infatti di “rocchi”, componenti cilindrici utilizzati per la realizzazione dei fusti delle colonne in arenaria dei templi di Paestum. Una presenza di grande interesse storico e archeologico, riaffiorata proprio nell’area nota come Baia dei Rocchi.
La segnalazione è stata rilanciata anche nell’ultima puntata di “Super Salerno”, il podcast dei Figli delle Chiancarelle, dopo l’invio di video e fotografie che mostrano chiaramente i cilindri in pietra adagiati sulla spiaggia. Secondo quanto emerso, fino a pochi mesi fa quei reperti non erano visibili: la loro mole e la geometria perfetta li avrebbero resi impossibili da ignorare.

La Soprintendenza di Salerno, guidata da Anna Onesti, ha già attenzionato il caso. Nelle prossime ore i tecnici raggiungeranno Castellabate per effettuare i controlli, verificare la natura dei reperti e valutare le misure necessarie per la messa in sicurezza, la tutela e l’eventuale catalogazione.
Una scoperta che apre una riflessione più ampia: il mare, mentre consuma la costa e ne mostra la fragilità, continua anche a restituire frammenti preziosi della storia del Cilento. Ora serviranno prudenza, competenza e rapidità, perché ciò che è riemerso dalla sabbia non diventi soltanto una curiosità da fotografare, ma un patrimonio da proteggere.




