Accuse di truffa aggravata, imprenditori indotti a versare denaro per finanziamenti inesistenti, udienza fissata a ottobre a Vallo della Lucania
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto la citazione diretta a giudizio per un commercialista originario di Palinuro, accusato di truffa aggravata nell’ambito di una presunta vicenda legata a fondi a fondo perduto mai esistiti.
Secondo l’impianto accusatorio, il professionista avrebbe prospettato a diversi imprenditori – italiani e stranieri – la possibilità di ottenere finanziamenti rilevanti, inducendoli però a sostenere costi preliminari rivelatisi del tutto ingiustificati. Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti prevedeva la richiesta di fideiussioni e versamenti di denaro su conti correnti, anche esteri, indicati come passaggi necessari per sbloccare le somme.
In realtà, secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, si sarebbe trattato di un sistema strutturato di raggiro, portato avanti – almeno in parte – con il coinvolgimento di altri soggetti al momento non identificati.
Le presunte vittime, convinte della legittimità delle operazioni, avrebbero effettuato numerosi bonifici, anche verso conti situati in Paesi come Lituania, Bulgaria e Belgio. Emblematico il caso di un imprenditore a cui sarebbe stato promesso un finanziamento di circa 1,4 milioni di euro, a fronte del quale avrebbe versato oltre 34mila euro per spese di istruttoria mai concretizzatesi.
Il quadro investigativo delinea una platea ampia di persone offese, attive in diversi settori – dall’agricoltura all’edilizia fino al turismo – con segnalazioni che riguardano il Cilento ma anche contesti oltre i confini nazionali.
Ora il procedimento entra nella fase decisiva: il giudice ha fissato l’udienza predibattimentale per il 6 ottobre 2026 presso il Tribunale di Vallo della Lucania. In quella sede, le presunte vittime potranno costituirsi parte civile per avanzare richieste di risarcimento.
Al netto delle responsabilità che saranno accertate in aula, la vicenda riporta al centro un tema ricorrente: quello delle truffe legate ai finanziamenti, spesso costruite su promesse credibili e meccanismi apparentemente formali, capaci di ingannare anche operatori esperti. Un contesto in cui prudenza e verifiche restano le uniche vere difese.


