Dopo il furto del caricatore dello scooter, cittadini e attivisti si mobilitano subito, tra aiuti concreti e una risposta collettiva, anche se i figli hanno provveduto nell’acquisto del cavo
Non solo rabbia e amarezza, ma anche una forte risposta di solidarietà. Ad Agropoli, dopo il furto del cavo di alimentazione dello scooter elettrico che garantiva la mobilità a Ciro Papa, è scattata una vera e propria mobilitazione collettiva.
In tanti, colpiti dalla vicenda, hanno chiesto come poter contribuire. A fornire gli ultimi aggiornamenti è stato Gerardo Scotti, che ha raccontato come si stia lavorando per risolvere rapidamente il problema, evitando anche possibili danni al mezzo.
La scelta è stata quella di far arrivare direttamente dal fornitore il caricabatterie originale, così da non compromettere la funzionalità dello scooter né la garanzia. Un aspetto tutt’altro che secondario, considerando che il mezzo è dotato di batterie a scarica lenta – probabilmente a gel – particolarmente costose e delicate.
Nel frattempo, per non lasciare Ciro senza autonomia, è arrivato un primo aiuto concreto: Christian Durso ha messo a disposizione un caricabatterie di riserva, permettendo all’uomo di continuare a muoversi in questi giorni.
Determinante anche il contributo di Gisella Botticchio, che sta seguendo la fornitura del nuovo dispositivo, mentre si lavora già a una soluzione definitiva: una modifica al sistema di ricarica con un cavo più lungo e protetto, per evitare che episodi simili possano ripetersi.
Tra i gesti più significativi, quello di Luigi Marino, presidente del movimento disabilità, che si è immediatamente offerto di sostenere personalmente la spesa per un caricatore sostitutivo, dimostrando una sensibilità concreta e immediata.
Le parole di Gerardo Scotti raccontano bene il clima che si respira in città: una comunità che, di fronte a un gesto meschino, ha scelto di reagire compatta, trasformando un episodio negativo in un esempio di umanità e partecipazione.
Un segnale chiaro: ad Agropoli, davanti alle difficoltà, la risposta non è mai l’indifferenza.
Fortunatamente la dignità di una famiglia si vede anche in questo, i figli di Ciro hanno provveduto a riacquistare il cavo. Resta la solidarietà espressa in questo momento da tani agropolesi


