Il 22 maggio seminario a Fisciano con lo storico massaggiatore del Napoli e il preparatore atletico argentino Fernando Signorini
L’Università di Salerno celebra Diego Armando Maradona con un seminario specialistico dedicato alla vita, alla passione e all’eredità del Pibe de Oro. L’appuntamento è in programma venerdì 22 maggio 2026, alle ore 15, nell’Aula Catania della Facoltà di Giurisprudenza, al Campus di Fisciano.
L’iniziativa rientra nel ciclo di seminari promosso dalla cattedra di Diritto dello Sport del corso di laurea magistrale del Dipartimento di Scienze Giuridiche.
Protagonisti dell’incontro saranno Salvatore Carmando, storico fisioterapista e massaggiatore del Napoli di Maradona, e Fernando Signorini, preparatore atletico personale e amico fraterno del campione argentino, collegato in streaming da Buenos Aires.
Il seminario offrirà una riflessione multidisciplinare sulla figura di Maradona, non solo come fuoriclasse del calcio mondiale, ma anche come simbolo di riscatto sociale, identità popolare e appartenenza culturale.
A Napoli, Maradona è diventato molto più di un calciatore: un’icona capace di rappresentare orgoglio, riscatto e passione collettiva. Celebre la frase pronunciata il 5 luglio 1984, durante la presentazione ufficiale allo stadio San Paolo: «Voglio diventare l’idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires».
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore Virgilio D’Antonio e del direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche Francesco Fasolino. L’introduzione sarà affidata al professor Salvatore Sica, ordinario di Istituzioni di Diritto Privato e membro del coordinamento scientifico del ciclo di seminari, che dialogherà con gli ospiti insieme al giornalista Pino Taormina.
Carmando, approdato al Napoli nel 1974 e primo massaggiatore dalla stagione 1976-77 fino al ritiro nel 2009, è ricordato anche per il rapporto speciale con Maradona, che prima di ogni partita era solito baciargli la testa come gesto scaramantico.
Signorini ha seguito Maradona dal 1983 al 2010, accompagnandolo nei momenti più importanti della carriera tra Barcellona, Napoli, Siviglia e Nazionale argentina.
Un appuntamento che unisce sport, diritto, memoria e cultura, confermando il ruolo dello sport come fenomeno sociale complesso, capace di incidere sull’identità personale e sulla coesione delle comunità.


