Pubblicata la graduatoria finale del concorso comunale, ma i nominativi dei candidati risultano coperti: dubbi e interrogativi su privacy e diritto all’informazione
Il Comune di Orria ha approvato la graduatoria finale del concorso pubblico per la copertura di un posto di agente di Polizia Municipale a tempo indeterminato e part-time. La determina di presa d’atto della graduatoria, datata 27 marzo 2026, individua chiaramente la candidata risultata vincitrice della selezione pubblica.

Tuttavia, nella graduatoria allegata al provvedimento e pubblicata dall’ente, i nomi e i cognomi dei candidati risultano completamente oscurati, lasciando visibili soltanto i codici identificativi delle candidature.
Una scelta che torna ad alimentare il dibattito sulla trasparenza nei concorsi pubblici. Non è infatti la prima volta che in procedure selettive pubbliche vengono pubblicate graduatorie con nominativi nascosti, suscitando perplessità tra cittadini e addetti ai lavori.
Privacy o trasparenza?
La domanda che molti si pongono è semplice: dove finisce la tutela della privacy e dove inizia il diritto alla trasparenza?
Il decreto legislativo 33/2013, richiamato dalla stessa determina comunale, impone la pubblicazione degli atti relativi ai concorsi pubblici nella sezione “Amministrazione Trasparente”.
Negli anni anche la giurisprudenza amministrativa e gli orientamenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione hanno chiarito che, nelle procedure concorsuali pubbliche, la trasparenza rappresenta un principio fondamentale. I nominativi dei candidati risultati vincitori e degli idonei sono generalmente considerati dati pubblici, proprio perché collegati all’esercizio di una funzione amministrativa e all’utilizzo di risorse pubbliche.
Per questo motivo la scelta di oscurare integralmente i nomi continua a generare interrogativi.
Un precedente già segnalato da Cilento Post
La questione non è nuova. Anche in passato Cilento Post aveva evidenziato situazioni analoghe, sottolineando come la pubblicazione di graduatorie anonime rischi di creare più dubbi che certezze.
Se da un lato la normativa sulla protezione dei dati personali impone attenzione nel trattamento delle informazioni, dall’altro la trasparenza amministrativa rappresenta uno dei pilastri dell’azione pubblica. In un concorso pubblico, dove l’obiettivo è garantire imparzialità e correttezza delle procedure, la conoscibilità degli esiti assume un valore essenziale.
I dubbi dei cittadini
Tra i cittadini resta una domanda che continua a circolare: esiste una motivazione specifica che giustifichi l’oscuramento dei nomi nelle graduatorie finali?
La determina comunale individua espressamente la vincitrice del concorso, mentre la graduatoria allegata presenta i nominativi coperti. Una situazione che, pur non incidendo sulla validità della procedura, alimenta inevitabilmente interrogativi sul corretto equilibrio tra riservatezza e trasparenza.
In un periodo storico in cui alle pubbliche amministrazioni viene chiesto sempre più spesso di essere “case di vetro”, la pubblicazione di graduatorie con nomi oscurati rischia di produrre l’effetto opposto: aumentare i dubbi anziché dissiparli.

