Due violente scosse hanno devastato il Venezuela, il Cilento guarda con preoccupazione alla numerosa comunità di origine cilentana presente nel Paese e ai tanti legami familiari ancora vivi
Due violentissime scosse di terremoto hanno colpito il Venezuela, provocando il crollo di centinaia di edifici e causando un bilancio provvisorio di almeno 32 vittime e oltre 700 feriti. Le autorità temono che il numero delle persone coinvolte possa aumentare con il proseguire delle operazioni di soccorso nelle aree più colpite.
A seguire con particolare apprensione gli sviluppi della tragedia è anche il Cilento, terra che da sempre conserva uno stretto legame con il Venezuela. Nel corso del Novecento migliaia di cilentani emigrarono nel Paese sudamericano in cerca di un futuro migliore. Molti di loro sono successivamente rientrati nei comuni del territorio, mentre altri vi risiedono ancora insieme ai loro discendenti, mantenendo vivi rapporti quotidiani con parenti e amici rimasti in Italia.
Lo stato maggiormente colpito è quello di La Guaira, dove il sisma ha provocato danni ingentissimi. Secondo quanto riferito dall’ambasciatore italiano in Venezuela, De Vito, al momento non risultano vittime tra i cittadini italiani, anche se numerose abitazioni appartenenti ai connazionali sono state gravemente danneggiate o distrutte.
La presidente ad interim Delcy Rodríguez, intervenuta in televisione, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale parlando di una situazione estremamente grave e invitando la popolazione all’unità mentre proseguono le operazioni di soccorso. Le due scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5 secondo gli ultimi dati disponibili, hanno rappresentato uno degli eventi sismici più devastanti registrati nel Paese negli ultimi 125 anni.
Gravi i danni anche alle infrastrutture. L’aeroporto internazionale di Maiquetía ha sospeso i voli dopo aver riportato importanti lesioni strutturali. Le reti telefoniche hanno subito pesanti disservizi, rendendo difficili le comunicazioni con l’estero proprio mentre milioni di venezuelani residenti fuori dal Paese cercavano notizie dei propri familiari. Anche la distribuzione del gas è stata interrotta in diverse aree per motivi di sicurezza.
A rallentare i soccorsi è anche la grave crisi politica che si vive nel paese, il neo presidente Rodriguez filo americana, dalla destituzione di Maduro sono stati licenziati circa 22mila appartenenti alle forze armate e alla Guardia Nazionale, rendendo arduo approntare la macchina dei soccorsi

