Dopo la missiva indirizzata al Procuratore emergono altre due intimidazioni spedite da Angri, indaga la Procura di Napoli
Non si fermano le intimidazioni nell’Agro Nocerino-Sarnese. Dopo la lettera contenente un proiettile recapitata al Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, sono emersi altri due episodi analoghi che hanno portato il numero complessivo delle missive minatorie a tre.
Oltre al plico destinato alla Procura, un secondo proiettile è stato inviato a una docente, mentre una terza lettera anonima è stata indirizzata ai Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore. Tutte le buste sarebbero state spedite nei giorni scorsi da Angri e gli investigatori ritengono che possano essere riconducibili allo stesso contesto.
Per quanto riguarda la missiva destinata alla Procura, le prime verifiche avrebbero evidenziato che il destinatario indicato fosse il procuratore capo facente funzioni che guidava l’ufficio prima dell’insediamento del nuovo Procuratore della Repubblica, Luigi Alberto Cannavale. Un elemento che farebbe ipotizzare che l’autore non fosse a conoscenza del recente avvicendamento oppure che intendesse colpire il magistrato ritenuto competente su un fascicolo legato a vicende del mondo della scuola.

Gli investigatori stanno seguendo diverse piste. Da un lato si valuta l’ipotesi di un gesto compiuto da una persona intenzionata a richiamare l’attenzione su una vicenda giudiziaria di proprio interesse; dall’altro non viene esclusa una possibile matrice riconducibile alla criminalità organizzata, che potrebbe aver utilizzato le lettere intimidatorie per esercitare pressioni sull’attività della magistratura.
L’inchiesta è affidata alla Procura di Napoli, competente per i reati commessi ai danni dei magistrati del distretto di Salerno. I Carabinieri stanno eseguendo accertamenti tecnici e dattiloscopici sulle buste e verifiche nei punti di spedizione di Angri per risalire all’identità del responsabile.
Intanto numerosi messaggi di solidarietà sono arrivati dall’Associazione Nazionale Magistrati, dall’avvocatura e dalle istituzioni, che hanno espresso vicinanza ai magistrati e alle forze dell’ordine, ribadendo la necessità di tutelare chi opera quotidianamente a difesa della legalità.




