Il piano 2026-2028 aumenta la spesa per il personale. I Revisori danno parere favorevole ma avvertono sui conti dell’Ente. Nel 2027 prevista anche la mobilità di un funzionario di Polizia Locale
AGROPOLI. Per quattro anni la macchina comunale ha dovuto fare i conti con carenze di organico, uffici sotto pressione e una dotazione di personale progressivamente ridotta. Poi, quando il calendario politico comincia ad avvicinarsi alla scadenza elettorale, la programmazione accelera. E parecchio.
La Giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Antonio Mutalipassi, con deliberazione n. 466 del 6 agosto 2026, ha approvato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026-2028, il PIAO che contiene, tra le altre cose, la programmazione del fabbisogno del personale. Alla seduta risultavano presenti tutti i componenti della Giunta, tre dei quali collegati in videoconferenza.
Ed è proprio il capitolo del personale a rendere il documento politicamente interessante. Perché il PIAO non arriva in un momento qualsiasi: arriva nella parte conclusiva del mandato amministrativo e dopo che proprio la gestione della programmazione dell’Ente e del personale ha rappresentato uno dei terreni più delicati all’interno della maggioranza.
Il PIAO che ha agitato la maggioranza
Il tema, infatti, non nasce oggi. Il PIAO e la gestione del personale hanno rappresentato nei mesi scorsi uno dei dossier più problematici per l’amministrazione, fino a inserirsi nel quadro dei dissidi politici interni culminati nell’esautoramento di uno degli assessori.
Ora il Piano arriva finalmente all’approvazione e lo fa con una programmazione particolarmente consistente.
Il Comune, al 31 dicembre 2025, dichiarava 82 dipendenti a tempo indeterminato. La stessa deliberazione ricorda inoltre che il PIAO dovrebbe essere aggiornato annualmente e che il documento precedente, relativo al triennio 2025-2027, era stato approvato il 1° agosto 2025.
Insomma, sulla carta è ordinaria programmazione amministrativa. Politicamente, però, tempi e numeri autorizzano qualche domanda.
Assunzioni, aumenti orari e mobilità
Nel piano del fabbisogno trovano spazio trasformazioni di rapporti di lavoro da part-time a tempo pieno, incrementi orari, mobilità esterne, scorrimenti di graduatorie e concorsi.
Dalle tabelle allegate emerge una programmazione che interessa numerosi profili dell’amministrazione comunale. Per il 2027, in particolare, viene prevista la mobilità esterna di un funzionario di Polizia Locale a tempo pieno, con decorrenza presunta fissata al 1° marzo 2027 e una spesa annua indicata in 36.778,30 euro. La previsione compare nella tabella dell’anno 2027 a pagina 3 del documento sul fabbisogno del personale.
Una data destinata inevitabilmente ad attirare l’attenzione politica, perché collocata nel periodo immediatamente precedente alla conclusione del mandato e all’appuntamento elettorale.
Non significa, naturalmente, che una procedura prevista dal PIAO sia per questo illegittima. Ma in politica anche il calendario conta. E programmare un ingresso nella Polizia Locale proprio nella primavera elettorale è un elemento sul quale appare legittimo chiedere all’amministrazione di spiegare opportunità, necessità e tempistiche.
I Revisori: sì al Piano, ma attenzione al disavanzo
Il passaggio più significativo, però, arriva dal Collegio dei Revisori dei Conti.
Il parere sulla programmazione del personale è favorevole. Questo va chiarito senza ambiguità.
I Revisori, tuttavia, mettono nero su bianco un’avvertenza tutt’altro che secondaria: pur rispettando i limiti di spesa previsti per il triennio, le assunzioni programmate comportano «un incremento di spesa rigida nel lungo periodo» che potrebbe incidere sul bilancio di «un ente in forte disavanzo».
Per questo invitano i responsabili a effettuare tutti i controlli sulla tenuta finanziaria al momento dell’avvio delle procedure assunzionali e a monitorare costantemente i conti dell’Ente. È quanto emerge espressamente dal parere del Collegio riportato a pagina 5 dell’allegato sul fabbisogno.

Ed è qui che il PIAO smette di essere soltanto una questione per addetti ai lavori.
Il conto della nuova programmazione
Tra nuove assunzioni e incremento delle ore del personale già in servizio, la programmazione comporta un aumento significativo della spesa. Secondo i conteggi riportati nella documentazione esaminata, l’incremento complessivo indicato ammonta a 436.724,40 euro.
Una cifra che assume un peso ancora maggiore proprio alla luce dell’avvertimento dei Revisori sulla rigidità della spesa futura e sulla situazione di disavanzo dell’Ente.
La domanda politica diventa allora inevitabile: perché questa accelerazione arriva soltanto nella fase finale della consiliatura?
Se il rafforzamento degli uffici era indispensabile – e le difficoltà della macchina amministrativa agropolese sono state evidenti in questi anni – perché non programmare con la stessa determinazione prima?
Dal letargo alla “foga” programmatoria
È questo il paradosso politico del PIAO 2026-2028.
Per anni le carenze di personale sono state indicate come una delle spiegazioni delle difficoltà degli uffici comunali. Adesso, quando all’orizzonte cominciano a intravedersi urne, liste e candidature, la macchina della programmazione sembra improvvisamente aver ritrovato benzina.
Naturalmente un Comune deve programmare il proprio personale. Il PIAO è uno strumento previsto dalla legge e, nel caso di Agropoli, la deliberazione ha ottenuto i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile. La Giunta lo ha inoltre approvato all’unanimità, dichiarandolo immediatamente eseguibile.
Il punto, dunque, non è sostenere che il Piano sia illegittimo. Il punto è politico.
Quando un’amministrazione arriva alla fine del mandato con una programmazione del personale così ampia, dopo anni di difficoltà organizzative e dopo tensioni interne che hanno avuto proprio il PIAO tra i dossier più controversi, diventa inevitabile interrogarsi sul tempismo.
Personale o consenso?
Il rischio politico è che uno strumento nato per programmare efficienza, organizzazione e qualità dei servizi finisca per essere percepito come qualcosa di diverso: l’ultima grande operazione di consenso prima delle elezioni.
Soprattutto quando assunzioni, mobilità e incrementi delle ore di lavoro entrano nella programmazione mentre il mandato volge al termine.
Saranno le procedure concrete e soprattutto i prossimi mesi a dire quanto di questa programmazione verrà realmente attuato e con quali tempi.
Una cosa, però, è già scritta nei documenti: mentre la Giunta programma nuovi costi strutturali per il personale, i Revisori ricordano che Agropoli è un Ente in forte disavanzo e chiedono di vigilare sulla tenuta finanziaria.




