Controlli della Polizia municipale e dei veterinari dell’Asl in un’attività commerciale: sequestrate tutte le carni della macelleria e centinaia di confezioni prive di etichettatura in italiano
BATTIPAGLIA – Carni ammassate nella cella frigorifera, alimenti senza adeguata protezione e prodotti privi della necessaria tracciabilità. È quanto sarebbe emerso nel corso di un controllo effettuato dalla Polizia municipale di Battipaglia, insieme ai veterinari dell’Asl, all’interno di un’attività commerciale della città.
Le verifiche si sono concentrate in particolare sul reparto macelleria, dove gli operatori avrebbero riscontrato diverse criticità nelle modalità di conservazione degli alimenti.
Carcasse, frattaglie e insaccati nella cella frigorifera
All’interno della cella frigorifera sarebbero state trovate carcasse di volatili, conigli, insaccati sfusi e frattaglie non pulite, ammassati senza adeguata protezione e, in alcuni casi, collocati direttamente a terra.
Durante l’ispezione sarebbe stata inoltre rinvenuta una testa di bovino ancora provvista del bulbo oculare. Si tratta di materiale sottoposto a specifiche restrizioni dalla normativa europea nell’ambito delle misure di prevenzione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili, tra cui la cosiddetta “mucca pazza”.
Alla luce delle condizioni riscontrate, tutte le carni presenti nel reparto macelleria sono state poste sotto sequestro.
Sequestrate 700 confezioni e 120 chili di zucchero
I controlli hanno riguardato anche altri prodotti presenti nel negozio. Sono finite sotto sequestro circa 700 confezioni di alimenti e 120 chilogrammi di zucchero, sui quali sarebbero state presenti indicazioni esclusivamente in lingua francese e araba, senza l’etichettatura prevista in italiano.
Un’ulteriore criticità avrebbe riguardato la tracciabilità della merce. Il titolare dell’attività, secondo quanto emerso durante gli accertamenti, non avrebbe infatti esibito la documentazione relativa all’acquisto dei prodotti.
Un elemento rilevante sotto il profilo della sicurezza alimentare: in caso di eventuale allerta sanitaria sarebbe risultato impossibile ricostruire immediatamente la provenienza della merce e risalire al fornitore.
Gli accertamenti degli organi competenti proseguono per definire le eventuali ulteriori contestazioni a carico dell’attività.





