L’ex sindaco rompe il silenzio dopo la fine dell’amministrazione: «Respinte richieste inopportune». Poi rivendica i risultati ottenuti in 15 mesi
CAPACCIO PAESTUM – «A testa alta. La dignità non ha prezzo». Gaetano Paolino interviene dopo la caduta della sua amministrazione e affida a un lungo comunicato la propria versione della crisi politica che ha portato alla conclusione anticipata del mandato.
L’ex sindaco usa parole durissime e sostiene di aver respinto, durante la sua esperienza alla guida del Comune, pressioni e richieste che avrebbe ritenuto incompatibili con il proprio ruolo.
«Non ho mai accettato ricatti in vita mia e ho respinto con fermezza e senso di responsabilità tutte le richieste, specie quelle inopportune e non accoglibili, e non me ne pento», afferma Paolino.
Paolino: «Continue forzature e presunte richieste»
Nel comunicato, l’ex primo cittadino entra direttamente nelle ragioni che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero determinato la rottura della maggioranza.
Paolino parla di un «difficilissimo percorso amministrativo» finalizzato a traghettare il Comune fuori dalla procedura prevista dall’articolo 143 del TUEL e verso il risanamento finanziario. Un cammino che, sostiene, sarebbe stato interrotto «a causa di continue e inqualificabili “forzature” e presunte richieste da parte di una consigliera comunale».
Si tratta di accuse e valutazioni espresse dall’ex sindaco, destinate inevitabilmente ad alimentare il confronto politico dopo la fine anticipata della consiliatura.
«Esiste una dignità e questa non ha alcun prezzo – prosegue Paolino –. Si è preferito andare a casa piuttosto che sottostare a diktat che sarebbero molto presumibilmente continuati all’infinito».
L’ex sindaco aggiunge poi un altro elemento politico: «Spero non c’entri niente la revoca del PUC o le altre numerose azioni attivate non per interessi personali ma esclusivamente per il rilancio dell’immagine del nostro meraviglioso territorio».
Il riferimento all’articolo 143 del TUEL
Paolino dedica una parte significativa del suo intervento alla situazione istituzionale dell’Ente e alle misure adottate durante il mandato.
Rivendica le azioni di “self cleaning” messe in campo dall’amministrazione e sottolinea come il Comune fosse arrivato a una fase di monitoraggio e prescrizioni nell’ambito della procedura legata all’articolo 143 del TUEL.
Secondo l’ex sindaco, l’interruzione dell’esperienza amministrativa potrebbe ora aprire una fase delicata: «Purtroppo, l’interruzione della fase di monitoraggio pone ora Capaccio Paestum di nuovo a rischio e mi auguro che, nei prossimi mesi, tutto vada per il meglio».
«Quindici mesi di risultati»
Paolino passa quindi in rassegna l’attività svolta nei 15 mesi di amministrazione. Tra i risultati rivendicati indica l’avvio del risanamento del disavanzo di bilancio, la razionalizzazione della spesa, gli interventi sulla macchina amministrativa e il contrasto ai reati ambientali.
Ampio spazio viene dedicato anche alle opere pubbliche. L’ex sindaco cita, tra gli altri, gli interventi sull’ex Cinema Myriam, Via Italia e Viale della Repubblica, le opere a Cafasso, Capo di Fiume e Varco Cilentano, la palestra nella cupola geodetica di Torre/Licinella, il sottopasso di Paestum e l’Area PIP di Sabatella.
Paolino rivendica circa 30 milioni di finanziamenti
Nel bilancio di fine mandato, Paolino sostiene che l’amministrazione abbia ottenuto circa 30 milioni di euro di finanziamenti extracomunali, attraverso bandi e programmi regionali e statali.
Tra gli interventi elencati figurano i finanziamenti per Santa Venere e Torre di Mare, l’adeguamento dell’ex Tabacchificio di Cafasso, la rete fognaria e il depuratore di Varolato, la messa in sicurezza del costone roccioso nei pressi del cimitero del Capoluogo e l’ammodernamento dello stadio Mario Vecchio.
L’ex sindaco cita inoltre risorse per beni confiscati, scuole, turismo, innovazione della macchina amministrativa e l’acquisto di uno scuolabus elettrico.
Turismo e Paistom, gli ultimi temi
Paolino rivendica anche i risultati ottenuti sul fronte turistico. Sulla base dei dati PayTourist riportati nel suo comunicato, indica 538.088 presenze nel 2025, contro le 387.929 del 2024, e 518.060 presenze registrate finora nel 2026, con la previsione di superare quota 700mila entro la fine dell’anno.
Nel documento vengono ricordati anche gli interventi per l’approvvigionamento idrico del Capoluogo e il percorso per la stabilizzazione di oltre cento lavoratori della Paistom Srl.
Proprio su quest’ultimo punto Paolino lancia un ulteriore affondo politico, sostenendo che la fine anticipata dell’amministrazione potrebbe produrre «effetti imprevedibili» sulla programmazione della società partecipata.
«I cittadini sapranno giudicare»
La conclusione dell’intervento è tutta politica. Paolino ringrazia i cittadini che gli hanno manifestato solidarietà e rivendica le scelte compiute dalla sua amministrazione nel segno, afferma, «della legalità e della trasparenza».
Poi l’attacco a chi ha determinato la fine della consiliatura: secondo l’ex sindaco saranno gli elettori a valutare responsabilità e comportamenti.
Una presa di posizione che lascia intravedere come lo scontro politico sia tutt’altro che concluso. Lo stesso Paolino annuncia infatti che al comunicato seguiranno «ulteriori considerazioni su quanto





